Fino a quando le Americhe tollereranno il dittatore Castro?

Alleanza Cattolica 23 anni fa
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Sergio F. de Paz, Roberto Pimentel, Cristianità n. 265-266 (1997)

Alle LL. EE. i Signori Presidenti

Partecipanti al Vertice di Costa Rica

Come dirigenti degli esuli cubani, richiamiamo l’alta attenzione delle Vostre Eccellenze sull’enorme tragedia che desola l’isola carcere di Cuba, e i suoi undici milioni di abitanti.

Enorme tragedia di trentotto lunghi anni, causata da un implacabile regime comunista, autentica “vergogna del nostro tempo”, secondo la classica espressione del card. Ratzinger per denunciare i sistemi marxisti contemporanei.

Enorme tragedia che si svolge davanti a tante omissioni, a tanti silenzi e a tante complicità da parte di quanti, nei paesi liberi, dovrebbero levare la loro voce per condannare il regime comunista cubano.

Enorme tragedia con un saldo di 48.000 fucilati, di 400.000 cubani passati nei penitenziari del regime e di circa 21.900 prigionieri e prigioniere politici attualmente in carcere, la maggior parte dei quali sono mescolati in modo criminale ai detenuti comuni.

Enorme tragedia che ha trasformato quanto in altri tempi era la “Perla delle Antille” in un autentico “inferno”, secondo una puntuale espressione di un intellettuale italiano (1).

Enorme tragedia che ha provocato l’esodo di un milione e mezzo di cubani e la morte di decine di migliaia di nostri fratelli nelle acque dello stretto della Florida.

Enorme tragedia di un’isola carcere comunista con i più elevati indici di suicidi e di aborti dell’emisfero e con una prostituzione, anche infantile, che ha trasformato Cuba in un vergognoso “paradiso sessuale” per turisti senza scrupoli.

Enorme tragedia il cui principale responsabile, il dittatore Fidel Castro, “ha alimentato la guerriglia in Nicaragua, in Guatemala e in altri paesi” della regione, secondo la recente e coraggiosa denuncia di S. E. mons. Próspero Penados del Barrio, arcivescovo di Guatemala (Siglo XXI, 17-11-1996). Guerriglia che ha provocato sanguinose guerre civili con decine di migliaia di morti.

Enorme tragedia il cui principale responsabile, il dittatore Castro, continua a vantarsi impunemente della sua condizione di marxista rivoluzionario, prendendosi gioco di quanti intendono conquistarlo attraverso il dialogo e ripetendo che non è disposto a fare la sia pur minima apertura politica (Granma International, dal 18-3 al 2-4-1997).

Allora, fino a quando le Americhe continueranno a tollerare il dittatore comunista Fidel Castro, all’origine di questa enorme tragedia?

Nelle vostre coscienze, Signori Presidenti, deponiamo rispettosamente questo grido in favore della libertà del nostro popolo cubano.

Dalle vostre labbra, Signori Presidenti, speriamo escano le parole chiare di inequivoca condanna di questo regime intrinsecamente perverso; parole che contribuiscano ad abbreviare la sofferenza dei nostri fratelli schiavizzati.

Nelle vostre mani, Signori Presidenti, sono le decisioni politiche, diplomatiche, propagandistiche ed economiche, che potranno contribuire in modo decisivo a isolare la dittatura comunista di Cuba e ad accelerare la liberazione della nostra patria.

La divina Provvidenza — per intercessione della Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba — illumini le Vostre Eccellenze durante il Vertice presidenziale di Costa Rica e vi ispiri saggezza ed efficacia nelle azioni che urgono in favore della libertà di Cuba, che l’ora presente esige.

Cordialmente salutano le Vostre Eccellenze

Sergio F. de Paz
Roberto Pimentel

Dirigenti di Cubanos Desterrados
coordinatori

*

Messaggio di cento dirigenti del mondo degli esuli cubani negli Stati Uniti d’America e a Costa Rica — promotrice l’organizzazione Cubanos Desterrados — ai presidenti statunitense e centroamericani in occasione del Vertice di Costa Rica, del 7 maggio 1997. Fra i firmatari Armando Valladares Pérez, poeta ed ex detenuto politico; il dottor Andrés Vargas-Gómez, ex detenuto politico, per Unidad Cubana; il dottor Claudio Benedí, per la Junta Patriótica Cubana; Armando Pérez-Roura, per Radio Mambí, di Miami; e Roberto Martín Pérez, ex detenuto politico, per la Fundación Cubano-Americana.

***

( 1 ) Cfr. Giovanni Cantoni, Nell’inferno di Cuba, in Secolo d’Italia, 14-11-1996, trascritto e annotato con il titolo Dietro la barba di Castro: qualche istantanea di un regime socialcomunista vigente, in Cristianità, anno XXIV, n. 259, novembre 1996, pp. 19-21 (ndr).

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