I quadri ex voto sono espressione di una cultura che sapeva pregare ma soprattutto sapeva essere riconoscente.
di Susanna Manzin

Gli ex voto sono oggetti offerti dai fedeli con lo scopo di ringraziare Gesù, la Madonna o i Santi di una grazia ricevuta in momenti di pericolo. Possono essere oggetti preziosi, in oro o argento, o solo simbolici, statuette che ritraggono le parti del corpo che sono state guarite, stampelle, ricami, fiocchi azzurri e rosa in segno di riconoscenza per un lieto evento. Tra di essi, rivestono un particolare fascino i quadri che ritraggono l’evento drammatico nel quale il devoto, rivolgendosi al Cielo, ha ricevuto un aiuto spesso davvero straordinario e miracoloso. Gli esempi sono molteplici: c’è chi è stato guarito da una grave malattia, chi è scampato ad un incidente in carrozza, in automobile, chi è stato salvato da una violenta tempesta in mare, da una valanga in montagna, da un cavallo imbizzarrito. Ci sono tetti crollati, incendi, scene di guerra, bombardamenti e sparatorie in trincea, incidenti in miniera. Gli ex voto sono espressione di un’arte semplice, lo scopo non è quello di mettere su tela o sulle tavolette di legno un capolavoro, eppure hanno una loro intrinseca bellezza, suscitano in chi li guarda ammirazione e commozione.

Si empatizza facilmente con quelle scene dipinte, perché rappresentano persone reali, ritratte nelle case, a letto ammalate, oppure nell’atto di svolgere il proprio lavoro. Sono una documentazione storica e iconografica della vita quotidiana del passato, con i diversi mestieri, l’evoluzione dei mezzi di trasporto. Ci sono paesaggi rappresentati in tutta la loro struggente bellezza, anche nell’infuriare della natura troppo spesso nemica. Sulla scena, proprio quando tutto sembra perduto, irrompe il sovrannaturale: in un riquadro in alto è dipinta l’immagine della Madonna o del Santo, ai quali la persona in pericolo ha rivolto la propria preghiera di aiuto. L’intervento divino rende quella scena straordinaria, con un lieto fine che consola e lascia stupefatti di fronte a situazioni che davvero umanamente sembravano senza speranza.

Ci sono migliaia di ex-voto nei nostri santuari e molti di essi sono esposti in gallerie che permettono al visitatore di poterli ammirare. Il Santuario della Madonna di Montenero, in Toscana, in provincia di Livorno, ha una straordinaria collezione, ricca soprattutto di immagini di tempeste e fortunali che hanno sorpreso i naviganti. Se nella stragrande maggioranza dei casi i pittori sono dilettanti, il grande impatto religioso e sociale di quest’arte ha spinto a volte pittori quotati a rendersi disponibili alla loro realizzazione. Ad esempio a Montenero c’è un quadro di Giovanni Fattori: “Ex voto, per una caduta da cavallo in via Augusta Ferdinanda, presso la chiesa di San Giuseppe a Livorno”. Il committente, in seguito all’avvenuto miracolo, ha dato incarico al famoso pittore di eseguire questa piccola tela. Un altro esempio di bella esposizione di ex voto è quella nel Santuario di Notre-Dame-de-Guérison a Courmayeur, in Valle d’Aosta: ci sono immagini di incidenti di montagna, pericoli durante le ascensioni sul Monte Bianco, valanghe, boscaioli travolti da alberi abbattuti.
“Ex voto suscepto“, ovvero “secondo il voto espresso“: perché ci sono momenti nei quali umanamente parlando non si vede via d’uscita ma chi ha fede non perde mai la speranza e allora prega, invoca l’aiuto divino. Una volta ottenuto quell’aiuto, bisogna anche ringraziare. Quei quadretti sono espressione di una cultura che sapeva pregare ma soprattutto sapeva essere riconoscente e voleva che quel piccolo miracolo fosse da tutti conosciuto, per la maggior gloria di Dio. Gli ex-voto sono arte povera ma sono bellezza pura, perché proprio la loro apparente semplicità suscita in chi li guarda una grande empatia ed immedesimazione. Sono segni di fede e di speranza, dimostrazione che siamo sempre sotto la protezione di Dio, della Madonna e dei Santi.
Sabato, 30 maggio 2026
