Il calvario della Chiesa cattolica in Nicaragua dal 1979 al 1986

Alleanza Cattolica 34 anni fa
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Cristianità n. 134-135 (1986)

 

Sulla base di dati forniti dalla Curia di Managua

Il calvario della Chiesa cattolica in Nicaragua dal 1979 al 1986

 

1979 – 30 luglio: messaggio della Conferenza Episcopale del Nicaragua, la CEN: «Senza privilegi, la Chiesa vuole restare libera e responsabilmente creatrice, per optare sempre per l’uomo, per l’oppresso …».
– 19 novembre: lettera pastorale dell’episcopato: «La Chiesa non è contro nessun cambiamento che rispetti la dignità dell’uomo e i suoi diritti …».

1980 – 17 ottobre: messaggio della CEN in risposta al comunicato del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale sulla religione: «No agli interventismi, no agli abusi …».
– 22 ottobre: lettera della CEN sull’unità.

1981 – Viene sospesa la trasmissione della messa per televisione.
– Primi attacchi delle «squadre» sandiniste, le turba, contro la Chiesa.

1982 – 13 gennaio: espulsione di due sacerdoti cappuccini e di tre religiose di Santa Ines.
– 19 febbraio: comunicato della CEN in difesa dei diritti dei miskito.
– 23 febbraio: comunicato della CEN, che condanna il terrorismo da qualsiasi parte venga.
– marzo, aprile, maggio e giugno: mezzi di comunicazione sociale legati al governo svolgono una campagna di calunnie contro la Chiesa e le sue autorità.
– 21 luglio: attacchi di «squadre» sandiniste nella chiesa di Santa Rosa, a Managua, contro S.E. mons. Bosco Vivas Robelo, vescovo ausiliare.
– 11 agosto: scandalo nazionale contro don Bismarck Carballo.
– 14 agosto: sollevamento di Monimbo in difesa della Chiesa e attacco delle «squadre» sandiniste a S.E. il cardinale Miguel Obando Bravo.
– 16 agosto: espulsione di un sacerdote salesiano.
Tentativo di confisca del collegio salesiano di Masaya.
Proibizione della pubblicazione di una lettera del Santo Padre ai vescovi del Nicaragua.
– 8 dicembre: lettera pastorale dell’episcopato sull’educazione cattolica.

1983 – gennaio e febbraio: si proibisce di parlare della visita del Papa in Nicaragua.
– Pressioni per mezzo delle «squadre» sandiniste.
– 3 marzo: profanazione, da parte delle «squadre» sandiniste, della messa celebrata dal Santo Padre in Nicaragua.
– marzo e aprile: campagna dei mezzi di comunicazione sociale legati al governo contro il Papa e la Chiesa in generale.
– 20 aprile: comunicato della CEN sulla visita del Santo Padre.
– maggio: espulsione di un sacerdote della prelatura di Juigalpa.
– 29 agosto:
documento della CEN relativo al progetto di legge sul servizio militare patriottico, in difesa dell’obiezione di coscienza.
– settembre e ottobre: campagna di calunnie attraverso i mezzi di comunicazione sociale legati al governo.
– 29 e 30 ottobre: inizio di attacchi e di molestie delle «squadre» sandiniste a venticinque chiese dell’arcidiocesi, per impedire celebrazioni liturgiche, e attacco contro un vescovo nella parrocchia di San Judas.
– 31 ottobre: espulsione di due sacerdoti salesiani.
– 20 dicembre:
il governo sandinista comunica ai vescovi il sequestro di S.E. mons. Salvador Schlaefer, vescovo di Bluefields, da parte dei contro-rivoluzionari.
– 21 dicembre: annuncio ufficiale, da parte del governo sandinista, dell’assassinio di S.E. mons. Schlaefer per opera della contro-rivoluzione.
– 22 dicembre: comunicato della CEN, che chiede chiarimenti al governo in relazione agli accadimenti precedentemente menzionati.
– 23 dicembre: il vescovo Salvador Schlaefer compare, vivo, in Honduras.

1984 – 25 gennaio: comunicato dell’episcopato in difesa del diritto all’educazione cattolica.
– 29 marzo: comunicato della CEN sul voto elettorale.
– 22 aprile: lettera dell’episcopato che indica la via della riconciliazione tra i nicaraguensi per evitare ulteriore spargimento di sangue.
– 20 giugno: la Pubblica Sicurezza accusa un sacerdote nicaraguense  di essere contro-rivoluzionario, e presenta prove attraverso i mezzi di comunicazione sociale (comunicato della CEN).
– 9 luglio: marcia dell’arcivescovo di Managua e del clero arcidiocesano a sostegno e per solidarietà con don Amado Peña, con carattere penitenziale.
– 10 luglio: espulsione di dieci sacerdoti dell’arcidiocesi di Managua.
– 11 luglio:
comunicato della CEN per protestare contro l’espulsione dei dieci sacerdoti.
– 11 luglio: appoggio di Sua Santità alla Chiesa del Nicaragua.
– 13 luglio: lettera della CEN a membri della giunta di governo per chiedere prove valide a giustificare l’espulsione dei dieci sacerdoti.
– 30 luglio: comunicato della CEN, di protesta per attacchi e per calunnie contro la Chiesa e di reiterazione dell’appello al dialogo e alla riconciliazione nazionale.
– agosto e settembre: campagna di calunnie contro la Chiesa, attraverso i mezzi di comunicazione sociale legati al governo.
– 24 dicembre: conversazione tra i vescovi della CEN e il presidente eletto Daniel Ortega.

1985 – 30 aprile: lettera al presidente Daniel Ortega, da parte della CEN, per insistere sulla via del dialogo come alternativa civile per porre termine alla violenza e allo spargimento di sangue, soprattutto dei giovani: senza risposta.
– 23 luglio: comunicato della CEN per chiarire chi può legiferare nella Chiesa cattolica e per ripetere il contenuto della lettera sulla riconciliazione.
– luglio, agosto e settembre: campagna di calunnie attraverso i mezzi di comunicazione sociale legati al governo.
– 20 settembre: lettera al presidente Ortega per protestare contro la ferma di sei seminaristi della diocesi di Granada nel servizio militare patriottico: senza risposta.
– 26 settembre: lettera al presidente della repubblica Daniel Ortega di protesta per la ferma e per il richiamo di cinque seminaristi della prelatura di Juigalpa nel servizio militare patriottico: senza risposta.
– 2 ottobre: telegramma al presidente della repubblica per chiedere soluzione al problema degli undici seminaristi minori reclutati nel servizio militare patriottico e per protestare contro la citazione in giudizio di sacerdoti stranieri fatta da autorità governative: senza risposta. In questo telegramma si reitera la disponibilità della CEN a conversazioni con il governo.
– 3 ottobre: comunicato della CEN sulla situazione dei rapporti Chiesa-Stato.
– 12 ottobre: proibizione da parte del governo della pubblicazione del periodico Iglesia.
– 14 ottobre: confisca della COPROSA, la tipografia di proprietà della Curia di Managua.
– 18 ottobre: comunicato della CEN che invita a riflettere sul decreto che restringe l’esercizio di diritti fondamentali e sospende garanzie dei nicaraguensi, e che denuncia intimidazioni nei confronti di sacerdoti, ispezioni in proprietà della Chiesa, e minacce a laici che svolgono ministeri ecclesiali. Si reitera il proposito di mantenere un dialogo franco e costruttivo con il governo.
– 1 dicembre: lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai vescovi del Nicaragua, in occasione della solennità dell’Immacolata e a sostegno della Chiesa perseguitata in Nicaragua.
– 6 dicembre: lettera della CEN al presidente, di protesta per la persecuzione contro la Chiesa: minacce di espulsione a sacerdoti stranieri; minacce a sacerdoti nazionali; minacce e persino prigione a laici cattolici, con l’intenzione di obbligarli a lavorare per il governo.
– 30 dicembre: lettera della CEN al presidente della repubblica per sollecitare un’udienza per il presidente della CEN: a tutt’oggi non è stata concessa nessuna udienza.

1986 – 1 gennaio: chiusura di Radio Católica.
– gennaio e febbraio: campagna di calunnie contro la Chiesa e le sue autorità attraverso i mezzi di comunicazione sociale legati al governo.
– 6 aprile: viene proibita la pubblicazione della lettera pastorale dei vescovi nicaraguensi L’Eucaristia, fonte di unità e di riconciliazione, da parte di tutti i mezzi di comunicazione sociale ufficiali o privati.
– 9 aprile: si notifica con atto ufficiale del ministero della Giustizia del Nicaragua la confisca degli uffici dell’arcivescovado, con passaggio dei beni della Chiesa in proprietà dello Stato.
La Chiesa ha presentato ricorso alla Onorevole Corte Suprema di Giustizia, che  si qualifica mantenendo un silenzio complice. Anche nel caso di Radio Católica aveva taciuto. Negli ultimi giorni cento leader cattolici sono sottoposti a pressioni da parte di funzionari della Pubblica Sicurezza, la DGSE, perché si allontanino dalla Chiesa oppure si trasformino in informatori, in spie. Si squalifica anche S.E. il cardinale Obando Bravo per avere scritto un articolo d’opinione su The Washington Post, lo si definisce vendepatria per il fatto di avere scritto su un quotidiano nordamericano e ci si dimentica che, sullo stesso quotidiano e nella medesima sezione, ha scritto a suo tempo il presidente Ortega.

 

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