Il Papa a Fatima

Michele Brambilla 3 anni fa
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Papa Francesco giunge a Fatima (Portogallo), luogo cento anni fa delle celebri apparizioni mariane a tre pastorelli (di cui due verranno canonizzati proprio in questo viaggio), il pomeriggio del 12 maggio. La prima sosta è proprio davanti a Lei, davanti alla statua collocata presso la cappella delle apparizioni sul sagrato del santuario, dove poi il Papa presiede il S. Rosario.

Ciò che più colpisce nella prima giornata è l’evocazione del terzo segreto, quello riguardante il “vescovo vestito di bianco”. Francesco vede la profezia certamente compiuta nell’attentato a S. Giovanni Paolo II nel 1981, tuttavia sente l’appellativo in qualche modo anche suo. Pensa alle pallottole e alle frecce di carta che lo colpiscono ogni giorno? Ad ogni modo, allarga lo sguardo al biancore della veste battesimale, ovvero a tutta la Chiesa: «guardo la tua veste di luce e come vescovo vestito di bianco ricordo tutti coloro che, vestiti di candore battesimale, vogliono vivere in Dio e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace».

Per la Chiesa chiede in particolare l’assistenza nella nuova evangelizzazione: ritorna ancora una volta l’espressione “uscire nelle periferie”. Con il rilancio del moto missionario, affidato alla Madonna, il Papa sfata tutte le letture catastrofiste e abusive degli stessi messaggi di Fatima. La Chiesa non è al capolinea, ma agli albori di una nuova fioritura sotto il segno del Cuore immacolato di Maria.

Lo sguardo in positivo, missionario, ritorna anche nell’omelia della Messa per la canonizzazione di Francisco e Giacinta Marto. «Non vogliamo essere una speranza abortita. La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita. […] Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore». Dà lui stesso l’esempio poco dopo, con la benedizione eucaristica in mezzo ai malati.  

Riveste un’importanza particolare anche la conferenza stampa sull’aereo: le apparizioni di Fatima non possono, infatti, non suggerire ai giornalisti una domanda su Medjugorjie. Francesco ritiene che si debba distinguere l’evento originario (1981), considerato più genuino, dai messaggi mensili e dalle apparizioni quotidiane di cui alcuni veggenti godrebbero. «Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: questo lo dico come opinione personale». L’invio come “ispettore” del polacco mons. Hoser, “che ha esperienza”, è per preservare e guidare l’ingente risvolto pastorale del santuario bosniaco. Conclusa la missione del vescovo «si dirà qualche parola».

Il Papa accenna anche alla Fraternità Sacerdotale S. Pio X: «Alcuni giorni fa nella “feria quarta” della Dottrina della fede hanno studiato un documento che ancora non mi è arrivato. […] A me non piace affrettare le cose, ma camminare, camminare e camminare e poi si vedrà». Anche in questo caso  un invito alla pazienza ed all’ascolto.        

Michele Brambilla

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 Michele Brambilla

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Michele Brambilla, celibe, di professione insegnante, nasce il 21 aprile 1987 a Monza (MB). Consegue la laurea specialistica in Lettere il 10 luglio 2013 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il 22 novembre 2017 quella triennale in Scienze religiose presso l’Istituto di Scienze Religiose “Paolo VI” di Milano, con indirizzo pedagogico. Conosce Alleanza Cattolica da adolescente, nel suo ambiente parrocchiale d’origine, e diventa militante nel marzo 2017. Già nel 2012 comincia a collaborare al sito regionale lombardo di AC, Comunità Ambrosiana, per approdare poi, dopo la promessa di militanza, su quello nazionale: su entrambi cura principalmente pagine dedicate al Magistero papale ed episcopale.