Il ricordo di Marco Invernizzi ai funerali di Giovanni Cantoni

La testimonianza di Marco Invernizzi, reggente nazionale, per il fondatore, al termine delle esequie celebrate dal vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio.
Marco Invernizzi 5 mesi fa
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A nome di Alleanza Cattolica ringrazio Sua Eccellenza Mons. Gianni Ambrosio per la presenza e per le belle parole con cui ha voluto accompagnare anche in questo momento il nostro fondatore e soprattutto per l’assistenza spirituale e la vicinanza negli ultimi anni, durante la lunga malattia di Giovanni.

Ringrazio poi la famiglia, la moglie Sabina anzitutto per la sua straordinaria presenza in tutti questi anni accanto a Gianni, ringrazio i figli Ugo, Lorenzo, Gemma e Ignazio e con loro anche Sabina, Stefania, Roberto e Rita insieme a tutti i venti nipoti. Un uomo, direbbe Gianni, non si spiega mai da solo ma attraverso la sua storia e la compagnia che ha costruito dentro questa storia.

E dentro questa compagnia, accanto alla sua splendida famiglia, c’è Alleanza Cattolica.

Ci sarà il tempo e il luogo per ricordare e riflettere sul passato e sul futuro della creatura di Giovanni Cantoni, ma non è questo il momento né la sede. Così come non è la sede per valutare il lascito intellettuale e soprattutto nel campo della dottrina dell’azione del nostro fondatore.

Qui oggi voglio soltanto accennare a un aspetto che colpì me e molti altri, in particolare all’inizio: la sua umanità dentro un contesto di assoluta normalità, alla quale tanto teneva.

Giovanni Cantoni è stato un uomo che ha lavorato per mantenere una famiglia impegnativa, è stato marito e padre e poi un nonno esemplare. Attraverso la sua “normalità” ha insegnato e testimoniato a tutti coloro che lo conoscevano che la dimensione ordinaria della vita non coincide con lo spazio, come si usa dire oggi, “privato”, che essa, proprio nella sua ordinarietà, è più ampia e comprende in sé l’impegno per il bene comune, la lotta contro il male nella sua dimensione personale e sociale, l’amore per il Papa e per la Chiesa e per la propria patria terrena. Questa umanità gli ha permesso di incontrare migliaia di persone, di aiutarle a crescere spiritualmente e intellettualmente, di orientarle a operare come una realtà associata e non come singoli individui, a costruire insieme quella “società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio” che è lo scopo dell’esistenza di Alleanza Cattolica. Ma soprattutto questa umanità gli ha permesso, con l’aiuto della Vergine a cui era devotissimo, di superare contrasti e scoraggiamenti, incomprensioni e una lunga assenza di gratificazioni umane: in poche parole, di chiedere a Dio la forza per compiere il compito più importante e affascinante, la propria santificazione nell’abbandono pieno di fiducia nella Grazia del Signore. Così mi piace ricordarlo.

Concludo con alcune sue parole che aiutano a comprendere lo spirito che lo ha animato e che forse lo descrivono meglio di tante altre: «partecipo (…) della Cristianità come alternativa all’Europa, a quell’Europa che vuole dimenticare di essere stata Cristianità; sono uno dei “nuovi poveri”, diseredati non solo di una condizione storica, ma anche defraudati della dottrina per riconquistarla; ma, per quanto mi riguarda, non mi sono lasciato prendere dalla disperazione e mi sono sforzato di ottemperare all’ingiunzione sapiente: “Aiutati che Dio ti aiuta”. Mi sono curato della mia miseria, volendo contribuire a curare anche quella altrui. Il Signore è giudice dell’intenzione, gli uomini del risultato».

Permettetemi infine una considerazione personale. Durante la lunga malattia di Gianni, venivo spesso a trovarlo e mi parlava e dava consigli come ha sempre fatto, nonostante la fatica. Poi, a un certo punto, ha smesso di rispondere alle mie domande. Io sono continuato a venire, anche se con minore frequenza, perché mi sembrava che comunque mi ascoltasse. Adesso non sarà più possibile nemmeno quest’ultima modalità e questo rende tutto più difficile. So che però mi e ci aiuterà, dall’Alto, dove adesso si trova, insieme con i non pochi amici che lo hanno preceduto. Questo infatti è l’ultimo grande insegnamento che ci ha lasciato, forse il più importante: la sofferenza non è mai fine a sé stessa. Il calvario degli ultimi anni, lungo e misterioso, offerto per amore alla Chiesa, ci ha reso più familiare il Paradiso e meno difficile affrontare l’ultimo passaggio che ognuno di noi dovrà superare. Grazie Gianni, anche per quest’ultima testimonianza.

Lunedì, 20 gennaio 2020

San Fabiano, Papa e martire

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 Marco Invernizzi

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Marco Invernizzi nasce a Milano nel 1952. Nel 1977 si laurea in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi su Il periodico "Fede e Ragione" nell'ambito della storia del Movimento Cattolico italiano dal 1919 al 1929, relatore il professor Luigi Prosdocimi. Dopo gli studi universitari continua ad approfondire, in modo non puramente intellettualistico - dal 1972 milita in Alleanza Cattolica, della quale è stato responsabile per la Lombardia e per il Veneto fino al 2016-, le vicende del movimento cattolico in Italia. Ha pubblicato, fra l'altro, L'Unione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici(Cristianità, Piacenza 1993); La Chiesa, la politica, il potere attraverso i secoli (contributo a Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, a cura di Franco Cardini, Piemme, Casale Monferrato 1994); e, con altri, I Papi del nostro secolo, parte prima Da Leone XIII a Pio XII (Italica Libri/Editoriale del Drago, Milano 1991); e Guida introduttiva alla storia della Chiesa cattolica (Mimep-Docete, Pessano [Milano]). Collabora a Cristianità e ad altre riviste e quotidiani. Dal 1989 conduce a Radio Maria la trasmissione settimanale La voce del Magistero. Nella linea di quanto già edito si pone Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell'Opera dei Congressi all'inizio della seconda guerra mondiale (1874-1939), un'opera di sintesi in cui viene ripercorsa la storia del movimento cattolico, con particolare attenzione alle sue espressioni politiche, dalla Breccia di Porta Pia alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Dal 28 maggio 2016 è Reggente Generale di Alleanza Cattolica. Facebook - Instagram - Cathopedia