La battaglia in difesa della Vita

Alleanza Cattolica 25 anni fa
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Giovanni Paolo II, Cristianità n. 246 (1995)

 

Discorso ai partecipanti al Congresso Mondiale dei Movimenti per la Vita, del 3-10- 1995, nn. 3-6, in L’Osservatore Romano, 4-10-1995. Titolo redazionale.

 

La battaglia in difesa della Vita

 

È chiaro a tutti che la difesa della vita è un impegno che attiene non soltanto alla morale privata, ma è anche questione sociale e politica; anzi essa chiama in causa la stessa ragion d’essere della società politica. Ne consegue che l’impegno in difesa della vita non può non riflettersi, con azione pacifica, convinta e comunitaria, sul piano del costume, della cultura e della legislazione. 

La vittoria della verità e della vita già appartiene alla storia della salvezza: spetta a tutte le forze ispirate al rispetto della dignità umana l’impegno di iscriverla nella storia degli uomini.

Questo accresciuto e vasto impegno è richiesto in particolare dai nuovi problemi posti dal progresso delle scienze mediche e dall’applicazione delle politiche demografiche nel mondo. Oggi, infatti, si impone alla nostra attenzione una vasta gamma di temi caratteristici della bioetica di enorme rilievo per la storia della stessa umanità. L’impegno etico a favore della vita in ogni suo stadio si allarga oggi alla difesa del patrimonio genetico dell’essere umano contro ogni alterazione o selezione, al mantenimento della fisionomia propria dell’amore coniugale e della procreazione, alla ricerca della giustizia ed equità nell’impiego delle risorse per la sanità e, infine, alla difesa dell’equilibrio ambientale.

 

Di fronte ad una simile ampiezza di campi di lotta antichi e nuovi, dove si configurano «minacce programmate in maniera scientifica e sistematica» (Evangelium vitae, n. 17), è necessario raccogliere le forze, unire le intelligenze, stabilire comuni strategie armoniche ed efficaci. 

 

Veramente ampio è l’orizzonte su cui si apre la […] missione: esso si estende anche al richiamo del valore insostituibile dell’educazione dei giovani e delle famiglie all’amore vero, fedele e casto. Non è realistico pensare che si affermi una cultura della vita se manca una seria educazione delle coscienze e, in particolare, se non c’è un reale orientamento affettivo verso i valori della famiglia. Sono presupposti questi, che si rivelano sempre più importanti in una vera strategia di difesa della vita. 

In tale contesto, famiglia e vita costituiscono un binomio inscindibile e, allo stesso modo, l’amore casto e fedele risulta essere il primo livello e la condizione insostituibile della cultura della vita. 

Questi impegni […] richiedono un’approfondita preparazione nell’ambito delle tematiche mediche, etiche, giuridiche e sociali. La battaglia in difesa della vita può essere vinta soltanto se all’entusiasmo e al coraggio di quanti vi sono coinvolti si aggiunge una preparazione specifica in questi campi. Si richiede, in particolare, una formazione nell’importante campo della bioetica, che coinvolga in primo luogo gli operatori sanitari, ma anche ogni singolo cittadino. 

[…] singolarmente prezioso sarà […] il contributo offerto dagli intellettuali, dai giuristi e dai professionisti della medicina, così come indispensabile resta l’apporto dei formatori dei giovani e dei responsabili dei movimenti educativi, una volta che abbiano approfondito, essi stessi per primi, le inderogabili esigenze della morale in difesa della vita umana. Vi esorto a seguire con particolare attenzione gli adolescenti ed i giovani nelle scuole, perché possano ricevere un’adeguata presentazione dei valori morali, civili e religiosi che sono coerenti con la dignità della persona umana e con la difesa e la promozione della vita. 

Altrettanto urgente è l’attenzione a quanto avviene nei Parlamenti, dove si vanno manifestando orientamenti legislativi nell’ambito del biodiritto e della protezione della corporeità umana e della famiglia, che non mancano di aspetti preoccupanti.

Giovanni Paolo II

 

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  Cristianità, Magistero pontificio
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