Il volume – ispirato alla frase: «essere uomini di fede, questa è la consegna» del servo di Dio, Don Divo Barsotti (1914-2006) – intreccia diversi registri: la riflessione teologica, l’attenzione e lo studio del magistero della chiesa, la predicazione del sacerdote – in alcuni passaggi sembra proprio che lo scritto si faccia eco delle parole dell’autore, presbitero dell’Arcidiocesi di Palermo, che predica ai fedeli –, la meditazione della Parola di Dio, la direzione spirituale, l’analisi dei problemi della società e della Chiesa, l’apologetica e la catechesi, nonché gli orientamenti pastorali che ne discendono consolidati dalle esperienze di anni di ministero in mezzo al popolo di Dio.
Si compone di tre parti ritmate dal passo paolino: «ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede» (2 Tm, 4,7) da cui sgorgano riflessioni sulla natura della fede, sulla sua importanza in ordine soprattutto alla salvezza e quindi sulla necessità di conservarla integra non in un’ottica intimistica, bensì in prospettiva missionaria e così dunque “fare la differenza”.
Nella pregevole prefazione scritta dal Cardinale Gerhard Ludwig Müller si legge: «il cattolico che oggi vuole conservare la fede e fare la differenza nelle congerie della società e della cultura multi stratificata, sa che ha di fronte a sé un mondo da evangelizzare, con la sua testimonianza di vita, per farlo incontrare con Cristo; un mondo da riconsegnare a Dio, da convertire e non da inseguire, dentro il quale far riecheggiare la Parola di salvezza, che offre speranza e che apre alla pienezza della vita, e mettere all’opera i segni cristici di guarigione che sanano le ferite inferte dal peccato e liberano dal gioco mortale del maligno che non prende sonno e va in giro in cerca di chi divorare[…]»(p.11).
Pertanto, al combattimento spirituale, ben descritto dall’autore, bisogna affiancare una formazione catechistica e culturale nonché, soprattutto da parte delle famiglie cristiane una sorta di “wokismo” del loro essere perché possano generare ambienti di fede accoglienti e solidi per rigenerare la società. Ciò significa non sprecare il cammino nella storia ed essere consapevoli della corsa da intraprendere seguendo e imitando Gesù e così strutturando anche una sana antropologia personalista che illumina le varie fasi della vita fino al momento liminare della morte che non è una fine ma un incontro.
Non v’è tempo pertanto per perdersi in inutili e dannose polarizzazioni: «non esiste una chiesa tradizionalista e nemmeno una chiesa progressista. Le uniche note melodiose che fanno risuonare il “mottetto ecclesiologico” cristiano sono quelle contenute nel Credo niceno costantinopolitano: una, santa, cattolica, apostolica» (p.361). E da questo operare, anche attraverso un serio ripensamento delle prassi pastorali, una nuova inculturazione della fede in un contesto secolarizzato e diffidente del cristianesimo.
In definitiva, «se ciascuno vuole conservare la fede e fare la differenza, deve in fide dilatato corde currere: correre nella fede con un cuore spalancato, pronto a fare posto a tutti, ma non a tutto» (p. 371).
Consigliato a quanti vogliono meditare sul valore e l’importanza della fede per riformare se stessi e scoprire il nucleo generatore di una nuova civiltà a misura d’uomo e secondo il piano di Dio.
Categoria: Spiritualità
Autore: Monsignor Salvatore Priola
Pagine: 396 pp
Prezzo: € 25,00
Anno: 2025
Editore: Il pozzo di Giacobbe
Città: Trapani
ISBN: 9788892872493

