L’Unione social-cristiana Pan russa di liberazione del popolo dalle memorie di Eugenij Vagin
Eugenij Vagin è stato un dissidente sovietico condannato a otto anni di campo di concentramento che trascorse in Mordovia dal 1967 al 1975, quando venne scarcerato ed espulso in Italia dove vivrà a Roma fino alla morte avvenuta nel 2009.
Esponente importante dell’Unione social-cristiana pan russa fondata da Igor Ogurkov (1937-2023), ha sempre colpito chi lo ha conosciuto durante l’esilio italiano per il radicalismo delle sue posizioni di fronte al comunismo, che considerava irreformabile, e per l’intuizione della necessità di una dottrina sociale cristiana che fosse alla base della ricostruzione delle nazioni che erano state devastate dai regimi comunisti, ma che non potevano trovare la soluzione ai loro problemi nei sistemi del capitalismo liberale che si opponevano allora all’Unione Sovietica. Per questo suo anti-comunismo “dottrinale” e motivato, fu spesso “emarginato” da altri dissidenti, come spiega Renata Caruso, e non sarà mai riabilitato nella sua patria russa, come del resto è avvenuto per lo stesso Ogurkov.
Il libro curato da Stefano Caprio e Renata Caruso, entrambi docenti al Pontificio Istituto Orientale, pubblica le memorie inedite di Vagin, uscite dopo la sua morte. Esse raccontano anzitutto dello sforzo compiuto dai giovani studenti, che poi daranno vita all’Unione social-cristiana, di trovare i mezzi, soprattutto i libri, per potersi formare nel contesto di un regime totalitario qual era l’Urss dove vivevano. Successivamente, le memorie spiegano la genesi del movimento di opposizione, la sua breve vita, l’arresto e il totale smantellamento dell’organizzazione da parte del Kgb e quindi la detenzione nel gulag, per otto anni. Parti importanti sono dedicate al programma del movimento e significative, anche e soprattutto per una riflessione sulla situazione attuale in Russia e in Occidente, sono le considerazioni di Vagin sul permanere di una mentalità “sovietica”, di sostanziale continuità fra i dirigenti russi di oggi e i loro predecessori alla guida dell’Urss prima del 1991: “nessuno riconosce i propri errori” scrive Vagin (p. 100), aprendo così al grande tema dell’assenza di un processo al comunismo simile a quello avvenuto a Norimberga per il nazionalsocialismo.
“Sono venuti troppo presto” è stato detto di questa realtà associativa (p. 88), con una sorta di amarezza, ma la loro testimonianza non è stata inutile, mi viene da aggiungere dopo avere letto con emozione le sue memorie, che riportano anche, nell’ultimo capitolo, dodici brevi biografie di altrettanti oppositori al regime comunista pochissimo conosciuti in Italia
Uno splendido libro importante per chi voglia approfondire quanto avvenuto nel dissenso anti-comunista durante il periodo sovietico.
Categoria: Saggio storico
Autori: Stefano Caprio, Renata Caruso
Pagine: 270 pp
Prezzo: € 26,00
Anno: 2025
Editore: Valore Italiano
Città: Roma
EAN: 9791281584150

