Lettera del card. Joseph Ratzinger a rnons. Marcel Lefebvre 

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Cristianità n. 158-160 (1988)

 

Datata 30 maggio 1988, è comparsa in Présent del 23 giugno con il titolo La lettre du cardinal Ratzinger. La traduzione è redazionale.

 

Lettera del card. Joseph Ratzinger a rnons. Marcel Lefebvre

 

30 maggio 1988 

Eccellenza, 

Dopo essere stato ricevuto in udienza dal Santo Padre venerdì 27 maggio, come Le avevo detto in occasione del nostro colloquio del 24, sono in grado di rispondere alla lettera che Ella mi ha consegnato lo stesso giorno relativamente ai problemi della maggioranza dei membri della Fraternità nella Commissione romana e della consacrazione dei vescovi. 

A proposito del primo punto, il Santo Padre pensa sia conveniente attenersi ai principi fissati al punto II/2 del Protocollo che Lei ha accettato. Questa Commissione è un organismo della Santa Sede al servizio della Fraternità e delle diverse istanze con le quali si dovrà trattare per fondare e consolidare l’opera di riconciliazione. Inoltre, non essa, ma la Santa Sede, in ultima istanza, prenderà le decisioni: quindi non si pone la questione di una maggioranza; gli interessi della Fraternità sono garantiti dalla sua rappresentanza in seno alla Commissione, e i timori che Lei ha espressi relativamente agli altri membri non hanno ragione di persistere, dal momento che la scelta di questi membri sarà fatta dallo stesso Santo Padre. 

Per quanto riguarda il secondo punto, il Santo Padre conferma quanto Le avevo già detto da parte sua, cioè che è disposto a nominare un vescovo membro della Fraternità (ai sensi del punto II/5.2. del Protocollo), e a far accelerare la consueta procedura di nomina, in modo che la consacrazione possa aver luogo in occasione della chiusura dell’Anno Mariano il prossimo 15 agosto.

Questo richiede, da un punto di vista pratico, che Lei presenti al più presto a Sua Santità un numero più elevato di dossier di candidatura, per permettergli di scegliere liberamente un candidato che corrisponda al profilo previsto negli accordi e nello stesso tempo ai criteri attitudinali generali che la Chiesa prende in considerazione per la nomina dei vescovi. 

Infine, sa che il Santo Padre attende da Lei una lettera sostanzialmente contenente i punti su cui ci siamo intrattenuti soprattutto in occasione del nostro colloquio del 24 maggio. Ma, siccome di recente Ella ha di nuovo annunciato la sua intenzione di ordinare tre vescovi il 30 giugno prossimo con o senza l’accordo di Roma, è necessario che in questa lettera (cfr. 4° par. del progetto) dica chiaramente che vi rinuncia e che si rimette in piena ubbidienza alla decisione del Santo Padre.

Con quest’ultimo gesto, compiuto nel più breve lasso di tempo possibile, il processo di riconciliazione giungerà al suo termine e ne potrà essere dato l’annuncio pubblicamente.

Eccellenza, concludendo, non posso che ripeterle, come martedì scorso, e — se possibile — con ancora maggiore serietà: quando si valuta il contenuto positivo dell’accordo a cui la benevolenza di Papa Giovanni Paolo Il ha permesso si arrivasse, non vi è proporzione fra le ultime difficoltà che ha espresse e il danno che ora costituirebbe un fallimento, una rottura da parte sua nei confronti della Sede Apostolica e soltanto per questi motivi. Bisogna che abbia fiducia nella Santa Sede, la cui bontà e la cui comprensione di recente manifestate verso di Lei e verso la Fraternità costituiscono la migliore garanzia per l’avvenire. Infine deve — e lo dobbiamo tutti — avere fiducia nel Signore, che ha permesso che la via della riconciliazione sia aperta come la è oggi, e che la meta appaia ormai così vicina.

Voglia accettare, Eccellenza, l’espressione dei miei sentimenti fraterni e rispettosamente devoti nel Signore.

Joseph Card. Ratzinger

 

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