Pierre Faillant de Villemarest (1922-2008)

Alleanza Cattolica 12 anni fa
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Cristianità n. 346 (2008)

 

 

Il 22 febbraio 2008, a ottantacinque anni, è deceduto Pierre Faillant de Villemarest, dopo un malore che lo ha colto al suo tavolo di lavoro.

Nato il 10 dicembre 1922 a Chalons-sur-Sâone, in Borgogna, nell’est della Francia, da un’antica famiglia dalla quale mutua non solo orientamenti culturali e politici conservatori ma anche l’inconfondibile stile di fine gentiluomo europeo, colto e cosmopolita, fra il 1940 e il 1944 abbandona gli studi di Giurisprudenza e Scienze Politiche per scendere in campo — nel movimento France Libre, guidato, da Londra, dal generale Charles André Joseph Marie de Gaulle (1890-1970) — nella lotta di liberazione della sua patria dal nemico nazionalsocialista. Diventa in seguito membro dell’Armée Secrète, creata nel 1942 da Jean Moulin (1899-1943), ma prende le distanze dal movimento, rifiutandosi di cooperare con i comunisti che volevano strumentalizzare la resistenza a loro vantaggio. Alla fine del conflitto viene insignito delle più alte onorificenze al valore.

Dopo il 1945 entra a far parte delle forze di occupazione francesi in Germania come membro dei servizi di sicurezza militari e ha modo di collaborare con gli Alleati, specializzandosi nella caccia ai gerarchi nazionalsocialisti in fuga. Ha così modo di osservare da vicino — se non addirittura di esserne protagonista — i più scottanti “casi” di quegli anni, dalla fuga di Martin Bormann (1900-1945?) alla comunistizzazione dei Paesi centroeuropei e alla nascita delle disperate resistenze popolari nei paesi occupati dall’Armata Rossa. Come funzionario dello SDECE, il Service de documentation extérieure et de contre-espionnage, il servizio di documentazione esterna del controspionaggio della Francia, ha modo di conoscere i più importanti diplomatici e agenti dei paesi amici, ma anche gli avversari della Francia e dell’Occidente, il Kgb, il Gru, i servizi dei Paesi satelliti dell’Urss e i loro dirigenti, come il leggendario Markus “Mischa” Wolf (1923-2006). Negli anni della guerra d’Algeria (1954-1962) Faillant de Villemarest si schiera con i pied-noir, i coloni francesi, e ha rapporti con l’OAS, l’Organisation de l’Armée Secrète, che dal 1960 combatte nella clandestinità per l’Algeria francese. Quando, nel 1963, il governo francese decide di liquidare l’OAS per i suoi ripetuti e sanguinosi atti di terrorismo, Faillant de Villemarest viene condannato a vent’anni in contumacia e, poi, in un secondo processo, a cinque anni, ma è graziato nel Natale del 1965 per i suoi meriti di guerra.

Nei decenni successivi mette a frutto le numerose relazioni strette nel mondo dei servizi segreti e si dà alla pubblicistica e alle analisi geo-politiche e geo-strategiche, specializzandosi in cronache e studi sui retroscena politici e diplomatici internazionali. Fra i pochi columnist occidentali addentro alla teoria e alle tecniche dell’informazione e della disinformazione, si mostra sempre al corrente — anche perché legge attentamente e interpreta acutamente la letteratura a disposizione di tutti ma di norma trascurata dai mass media e dai circoli politici, “intossicati” dalla disinformazione avversaria — di quanto accade dietro le quinte del potere, sia esso americano, sovietico o quello degli establishment dei paesi socialisti.

Ben presto avverte la necessità d’impegnarsi in prima persona per evitare al suo paese e all’Europa — se non anche al mondo — di cadere nell’orbita tragica del socialismo reale. Diventa così uno dei massimi esperti non accademici della strategia e della tattica dell’impero socialcomunista, di cui pronostica la fine, ma in termini di “eclisse” e di “riconversione”, piuttosto che di “crollo”. Nel 1972 fonda il CEI, il Centre Européen d’Information, un’agenzia che raccoglie dati e notizie da tutto il mondo e che edita una Lettre d’Information, lettura obbligata per giornalisti, politici e diplomatici. Nel 1983, momento di massima espansione del comunismo prima del suo tracollo, dà vita alla CIRPO, la Conférence Internationale des Résistances en Pays Occupés, con l’obiettivo di coordinare e di sostenere propagandisticamente le diverse organizzazioni di opposizione ai regimi comunisti. A Ginevra, con diffusione nella Svizzera francofona, fra il 1979 e il 1991 promuove il rotocalco mensile d’informazione e di studi politici L’impact suisse. La sua voce — e quella della moglie Danièle — a partire dai primi anni 1980 echeggia sovente dai microfoni di Radio Courtoisie di Parigi.

Membro dell’Association des Écrivains Combattants, l’Associazione degli Scrittori Combattenti, e, dal 1956, dell’Amicale des Anciens des Services Spéciaux de la Défense Nationale, l’Associazione degli ex appartenenti ai Servizi Speciali della Difesa Nazionale — il cui presidente nazionale ha partecipato ai funerali celebrati in forma privata —, è stato vice-presidente del Syndicat national de la Presse Privée, il Sindacato Nazionale della Stampa Privata, componente della Société des auteurs et créateurs de Normandie, la Società degli autori e creatori di Normandia, e animatore del Centro di Ricerche sul Terrorismo dopo l’11 settembre 2001.

È autore di diverse pubblicazioni, molte delle quali tradotte in inglese. Ha scritto, fra l’altro, Histoire Intérieur de l’URSS depuis 1945 (Les Sept couleurs, Parigi 1962), L’espionnage soviétique en France 1944-1969 (Nouvelles éditions latines, Parigi 1969), Manuel de politique internationale (Éditions Nouvelle Acropole, Parigi 1977), Les sources financières du communisme. Quand l’URSS était l’alliée des nazis e Les Sources financières du nazisme (entrambi editi da CEI. La lettre d’information, Cierrey 1984), Le coup d’État de Markus Wolff. La guerre secrète des deux Allemagnes. 1945-1991 (Stock, Parigi 1991), Le KGB au coeur du Vatican (Éd. de Paris, Versailles 2006), e, in collaborazione con Clifford A. Kiracoff, G.R.U., le plus secret des services soviétiques. 1918-1988 (Stock, Parigi 1988).

Collabora regolarmente a Cristianità negli anni 1980 e 1990 affrontando un numero inverosimile di argomenti. I suoi contributi sono essenziali per orientare il pubblico e la dirigenza di Alleanza Cattolica su questioni di non sempre facile interpretazione. Negli anni 1980 è spesso in Italia, ospite dell’associazione, con la quale tiene relazioni a convegni e partecipa a conferenze e incontri ristretti. Particolarmente significativo è il convegno su Le Resistenze dimenticate, svoltosi a Milano il 1° dicembre 1984, durante il quale viene costituita la sezione italiana della CIRPO (cfr. Marco Invernizzi, “Le Resistenze dimenticate”. “Per rompere la congiura del silenzio sulle opposizioni attive contro il socialcomunismo” una CIRPO anche in Italia, in Cristianità, anno XII, n. 116, dicembre 1984, pp. 3-5). Le sue analisi sull’evolversi dello scenario europeo e mondiale fra apogeo dell’impero socialcomunista di obbedienza moscovita, sulla sua crisi dovuta all’impotenza di reggere il confronto con il mondo libero, la perestrojka, “ristrutturazione”, di Mikhail Gorbaciov e poi l’implosione dell’URSS sono magistrali e decisive per aiutare i militanti anticomunisti a capire che cosa davvero accade.

 

 

Pierre Faillant de Villemarest: bibliografia italiana

pubblicato in Cristianità

  1. Caratteri e conseguenze del nuovo potere americano, 69
  2. La resistenza in Afghanistan dall’interno, 72
  3. Dall’Argentina all’America Centrale Reagan paga il conto “liberal”, 86-87
  4. L’era di Andropov, ovvero le tecniche sovversive all’ombra degli eserciti, 96
  5. La tragedia di Varsavia e della Armata Segreta polacca, 114
  6. Oppressione e massacro della comunità sikh, 114
  7. Le ragioni della Conference Internationale des Résistances en Pays Occupés (intervento a convegno, dell’1-12-1984), 116
  8. La seconda amministrazione Reagan di fronte all’URSS, 118
  9. L’era di Gorbaciov, ovvero il nazionalcomunismo sovietico al potere, 119-120
  10. Il nuovo volto del potere sovietico, 132
  11. La catastrofe di Chernobyl e le sue conseguenze, 134-135
  12. Quando sanzioni contro l’India?, 136-137
  13. Il rilancio della “distensione”, 136-137
  14. Il sangue di Budapest, 138
  15. Fermenti religiosi, nazionali ed etnici nell’impero sovietico, 144-145
  16. Resistenza anticomunista in Romania, 146-147
  17. L’URSS di Mikhail Gorbaciov fra resistenza religiosa e nazionale e complicità mondialista, 148-150
  18. L’Europa indifesa, 152
  19. La logica dei sikh, 155
  20. La “normalizzazione” della Cecoslovacchia nel 1968, 161
  21. Quasi un “golpe” al Cremlino, 162
  22. Pakistan: una situazione ad alto rischio, 162
  23. Pakistan: un primo ministro “Senza pari”, 165
  24. Verso un’Europa in simbiosi con l’URSS?, 167-168
  25. Il clamoroso fallimento della “perestrojka” cinese, 170
  26. La manovra anticattolica e antinazionale dell’apparato comunista polacco e della “sinistra laica” di Solidarnosc, 171-172
  27. L’equivoco polacco, 173
  28. Il Carmelo di Auschwitz: un problema politico, 173
  29. L’Unione Sovietica e l’”arma della droga”, 174
  30. Ungheria e Polonia: false privatizzazioni e falsa libertà, 175-176
  31. Il caso iracheno, i retroscena della crisi del Golfo e la manipolazione dell’opinione pubblica mondiale, 184-185
  32. URSS, agosto 1991: il fallimento di un colpo di Stato, 197-198
  33. Un’”economia invisibile” per la sopravvivenza dell’Internazionale Comunista, 199
  34. Eduard A. Shevardnadze e la sua “banda” georgiana, 201-202
  35. Neocomunisti dell’ex Unione Sovietica: i nemici interni di Boris N. Eltsin, 203
  36. La Santa Sede e i “dossier nazionalsocialisti” d’Argentina, 204
  37. Ombre rosse sugli episodi di violenza xenofoba nei territori dell’ex Repubblica Democratica Tedesca, 209-210
  38. L’”Establishment” controlla Clinton e Gore, 212
  39. Due motivazioni sostanziali dell’accordo fra lo Stato d’Israele e l’O.L.P., 222; ed errata corrige, 223
  40. La verità sulle elezioni in Polonia, 223
  41. La Russia “umiliata e offesa”: popoli alla ricerca di sé stessi, 224
  42. Russia: comunisti e soci nella nuova Duma di Stato, 225-226
  43. La ricostituzione dell’Internazionale Comunista dal 1990 al 1994 (intervento a convegno, del 10-12-1994), 236
  44. con Danièle Faillant de Villemarest, L’ex Jugoslavia fra pacificazione e guerra generalizzata, 245
  45. Ungheria 1956-1996: per non dimenticare (intervento a convegno, del 27-10-1996), 259

 

recensito in Cristianità

  1. Pierre Faillant de Villemarest, in collaborazione con Clifford A. Kiracoff, G.R.U., le plus secret des services soviétiques. 1918-1988 (recensione di Oscar Sanguinetti, Il GRU, il più segreto dei servizi sovietici. 1918-1988″), 163-164
  2. Pierre Faillant de Villemarest, Le coup d’État de Markus Wolff. La guerre secrète des deux Allemagnes. 1945-1991 (recensione di O. Sanguinetti, Il colpo di Stato di Markus Wolf. La guerra segreta fra le due Germanie. 1945-1991), 201-202

 

recensito in Quaderni di “Cristianità”

  1. Pierre Faillant de Villemarest, Les sources financières du communisme. Quand l’URSS était l’alliée des nazis e Les Sources financières du nazisme (recensione di O. Sanguinetti, Le fonti finanziarie del comunismo e del nazionalsocialismo, anno I, n. 1, primavera 1985, pp. 39-52)
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  Cristianità, In memoriam
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