Pierre Gemayel

In memoriam
Alleanza Cattolica 36 anni fa
Prima pagina  /  Cristianità  /  Pierre Gemayel

Cristianità n. 114 (1984)

 

Pierre Gemayel

 

Mercoledì 29 agosto 1984 è scomparso lo sceicco Pierre Gemayel. Il prestigioso fondatore e capo del partito Kataeb è morto nel tardo pomeriggio nel suo villaggio di Bickfaya, stroncato da una crisi cardiaca. Nel corso della mattinata aveva preso parte a una riunione del consiglio dei ministri, ultimo episodio della sua lotta per il Libano, di cui è stato incontestabilmente l’artefice nel nostro secolo, sia dal punto di vista della sua «ideazione» che da quello della sua realizzazione politica. Per quasi mezzo secolo ha tenuta alta la bandiera di questo paese, per la cui vita pensava si dovesse fare ogni sacrificio, anche di quanto si ha di più caro. E grazie alla scuola di patriottismo da lui fondata, grazie ai Kataeb, il Libano ha potuto attraversare sempre, uno dopo l’altro, i periodi turbolenti che ha conosciuto a partire dal 1943, data della sua indipendenza.

Nato il 1º novembre 1905 in una famiglia di notabili avversi al potere ottomano, aveva dovuto lasciare il Libano all’età di nove anni, dopo che suo padre e suo zio erano stati condannati a morte dai turchi, ed è vissuto in Egitto fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Farmacista, Pierre Gemayel è stato fino dalla giovinezza uno sportivo appassionato. Nel 1936 fonda con altri giovani cristiani un movimento giovanile, i Kataeb. Avverso sia al panarabismo islamico che al mantenimento del mandato francese in Libano, nel 1943 è ferito per la prima volta nel corso di una manifestazione per l’indipendenza e tenuto per qualche tempo in carcere.

Piccola realtà politica fino al 1958, i Kataeb cominciano a svilupparsi a partire da questo periodo. Il 15 ottobre 1958 Pierre Gemayel diventa per la prima volta ministro, e deputato di Beyruth nel 1960, carica che conserverà fino alla morte.

Dal 1970, lo sceicco Gemayel denuncia gli abusi della presenza palestinese in Libano, e il 20 aprile 1975 propone un referendum sul problema. Dall’inizio della guerra – sempre nel 1975 – i Kataeb, insieme alle forze che fanno capo a Camille Chamoun, l’altro principale leader cristiano libanese, si levano con coraggio per opporsi alla aggressione palestinese contro la nazione libanese. I Kataeb escono considerevolmente rafforzati dai primi due anni di guerra. Fondatore del Fronte Libanese, Pierre Gemayel è sempre stato un difensore accanito della realtà politica libanese e un avversario altrettanto accanito di quanti operano per la scomparsa del Libano in un vasto insieme arabo.

Lo sceicco Pierre Gemayel ha conservato fino alla fine della vita una straordinaria autorità sui cristiani libanesi. E pure non essendo mai giunto a ricoprire personalmente la magistratura suprema, vi sono pervenuti i suoi due figli. Bashir Gemayel – il suo secondogenito, che ha fondato le Forze Libanesi – è stato eletto presidente della Repubblica prima di essere vilmente assassinato il 14 settembre 1982. Suo figlio maggiore, Amin Gemayel, gli è succeduto come capo dello Stato il 21 settembre 1982. In occasione della costituzione del governo detto di unità nazionale, il 10 aprile 1984, Pierre Gemayel era divenuto ministro delle Poste e Telecomunicazioni, e della Sanità. Dalla moglie Geneviève – con la quale aveva celebrato il cinquantesimo di matrimonio due settimane prima della morte – ha avuto sei figli.

La vita dello sceicco Pierre Gemayel si confonde con la storia del Libano contemporaneo, ma il suo esempio di combattente cristiano supera i confini della sua terra e porta la sua immagine, alta e fiera come un cedro, ovunque non si sia assolutamente rassegnati alla sconfitta di fronte alla marea montante del socialcomunismo e delle sue quinte colonne «religiose».

 

Categorie:
  Cristianità, In memoriam
Autore

 Alleanza Cattolica

  (2698 Articoli)

Alleanza Cattolica è un’associazione di laici cattolici che si propone lo studio e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa. Il motto dell’associazione è “Ad maiorem Dei gloriam et socialem”, “Per la maggior gloria di Dio anche sociale”. Lo stemma di Alleanza Cattolica è costituito da un’aquila nera con un cuore rosso sormontato dalla croce. L’aquila è l’animale simbolico dell’apostolo san Giovanni e testimonia la volontà di essere figli di Maria, come l’Apostolo prediletto che ha riposato sul Cuore di Gesù. Circa il cuore, dice Pio XII che “è […] nostro vivissimo desiderio che quanti si gloriano del nome di cristiani e intrepidamente combattono per stabilire il regno di Cristo nel mondo, stimino l’omaggio di devozione al Cuore di Gesù come vessillo di unità, di salvezza e di pace”. Circa la croce sul cuore, cfr. il Cantico dei Cantici (8, 6): “ponimi come sigillo sul tuo cuore”.