Povera Italia…che rovini la speranza

Marco Invernizzi 3 anni fa
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Valtellina, sette del mattino in un albergo, colazione davanti al tg5. Nella sala entra una giovane cameriera mentre annunciano l’abolizione dei voucher. Ascolta e commenta: “Non ho parole, sono impazziti. Ci vogliono costringere a lavorare in nero“.

Così viene percepita dalle persone normali, giovani e precarie, l’ultima impresa del governo italiano che, come ha detto l’ex ministro del lavoro Maurizio Sacconi, ci riporta indietro di vent’anni, nel buio dello statalismo più rigido.

Spero che gli esperti di economia approfondiranno il tema, io mi limito a riportare come la gente ha percepito questa iniziativa che ha avuto come scopo quello di impedire, con il prossimo referendum indetto dalla Cgil, una nuova frattura interna alla sinistra. Sono così stati sacrificati i voucher, cioè un modo di dare lavoro che supera il problema di un costo del lavoro proibitivo per famiglie, piccole imprese e artigiani. L’effetto che otterrà questa iniziativa sarà quello di confermare in molti italiani la percezione delle istituzioni, il governo ma più in generale lo Stato, come un nemico che ti impedisce di crescere e di vivere meglio.

Questa è l’Italia, che ci possiamo fare, mi suggerisce l’angelo cattivo. Possiamo fare ancora molto, replica l’angelo buono. 

Che l’Italia vada male non c’è bisogno che ve lo scriva, lo vedete voi meglio di me. Va male perché tutto crolla, tutti litigano con tutti, nessuno riesce a mettersi d’accordo con nessuno e ogni collaborazione dura lo spazio di un mattino. È la caratteristica finale di un mondo che muore, come avvenne con la fine dell’impero romano. Ma, anche allora, i cristiani seppero fare la differenza. Chi difendendo i confini dell’impero come il generale Stilicone, chi costruendo le comunità che avrebbero generato la cristianità come San Benedetto o come Cassiodoro, chi facendo da consigliere dei nuovi dominatori barbari, e poi finendone ucciso, come San Severino Boezio.

Da parte nostra, cerchiamo di rimanere con i piedi per terra. Siamo alla fine di un mondo, ma la vita continua e un mondo nuovo vedrà la luce. Il nostro principale contributo consiste nel formare persone che siano in grado di ricostruire ambienti perché conoscono il male che ha portato alla morte della civiltà cristiana, e perché conoscono la Rivoluzione, la hanno combattuta e continuano a farlo. Consapevoli di fare una proposta politicamente scorretta, non stanchiamoci di continuare a farla, seminando un po’ di speranza in un mondo disperato.

Marco Invernizzi

 

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 Marco Invernizzi

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Marco Invernizzi nasce a Milano nel 1952. Nel 1977 si laurea in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi su Il periodico "Fede e Ragione" nell'ambito della storia del Movimento Cattolico italiano dal 1919 al 1929, relatore il professor Luigi Prosdocimi. Dopo gli studi universitari continua ad approfondire, in modo non puramente intellettualistico - dal 1972 milita in Alleanza Cattolica, della quale è stato responsabile per la Lombardia e per il Veneto fino al 2016-, le vicende del movimento cattolico in Italia. Ha pubblicato, fra l'altro, L'Unione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici(Cristianità, Piacenza 1993); La Chiesa, la politica, il potere attraverso i secoli (contributo a Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, a cura di Franco Cardini, Piemme, Casale Monferrato 1994); e, con altri, I Papi del nostro secolo, parte prima Da Leone XIII a Pio XII (Italica Libri/Editoriale del Drago, Milano 1991); e Guida introduttiva alla storia della Chiesa cattolica (Mimep-Docete, Pessano [Milano]). Collabora a Cristianità e ad altre riviste e quotidiani. Dal 1989 conduce a Radio Maria la trasmissione settimanale La voce del Magistero. Nella linea di quanto già edito si pone Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell'Opera dei Congressi all'inizio della seconda guerra mondiale (1874-1939), un'opera di sintesi in cui viene ripercorsa la storia del movimento cattolico, con particolare attenzione alle sue espressioni politiche, dalla Breccia di Porta Pia alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Dal 28 maggio 2016 è Reggente Generale di Alleanza Cattolica. Facebook - Instagram - Cathopedia