Cronaca di una discussione in aula che squarcia il triste velo dell’ideologia.
di Francesca Morselli
Ogni anno nelle scuole statali vengono assegnate delle ore “alternative” alla religione cattolica: si raggruppano nella stessa fascia oraria alunni di classi diverse che non seguono le ore di religione, dando la possibilità di fare un’altra materia scelta dal collegio docenti dell’istituto.
Nel mio istituto la materia alternativa, assai generica, si chiama “Diritti umani”. Sotto questo titolo in quest’ora settimanale si insegna una miscela tra educazione civica, storia e qualsiasi altra disciplina. Lo scopo non dichiarato, ma neppure nascosto è di non lasciare gli alunni a ciondolare nei corridoi o davanti ai distributori delle bevande (luogo altamente e inspiegabilmente bramato). Quest’anno mi è stata assegnata un’ora con un gruppo di ragazze di prima liceo e ho deciso subito di non organizzare le lezioni in modo chiuso e frontale, ma partecipativo e di trattare argomenti che consentissero il confronto tra loro.
Prendendo come testo di riferimento da commentare la “Dichiarazione universale dei diritti umani” del 1948, per ogni articolo raccolgo i loro commenti e li approfondisco facendo leggere loro articoli di quotidiani inerenti al tema che stiamo trattando e spesso guardando anche parti di film. Ecco che dopo gli articoli 1 e 2 riguardanti il diritto alla libertà individuale (il film “La bicicletta verde, 2012, Haifaa Al-Mansour, cade proprio a pennello), abbiamo affrontato l’articolo 3: “ogni individuo ha diritto alla vita”.
Lancio la sfida chiedendo loro se questo diritto venga sempre salvaguardato. Prontamente le miei alunne accennano subito ai paesi in cui viene applicata ancora la pena di morte (tutti ignorano che nei paesi orientali è in vigore quasi ovunque e applicata in maniera estremamente ampia) ma poi, dopo aver “colpito”, oso ancora di più, chiedendole se i bambini che vengono abortiti, secondo loro, non avrebbero avuto il diritto di vivere…. e aspetto. Panico! Accennano qualche risposta come: “si, no, forse, ma sono individui?” Una ragazza cinese dice che purtroppo nel suo paese tantissime bambine sono state abortite quando vigeva l’obbligo del figlio unico; la ragazza con i capelli azzurri replica che è anche diritto della donna decidere se voglia o meno diventare mamma, e la discussione si accende. A questo punto tutti si chiedono quando possiamo considerare un feto un individuo…Tutte intervengono sul tema e io resto semplicemente ad ascoltare, ogni tanto dirigo il dibattito per vedere che piega prende. “Ma allora è individuo da quando respira da solo?” chiede una ragazza; “Si, ma anche nella pancia respira” replica l’altra”; “allora è individuo da quando riesce a sopravvivere da solo?” “No allora passerebbero troppi anni, no non va bene”… poi improvvisamente una ragazza che sembrava assente dice a voce alta: “da quando batte il cuore può essere considerato un individuo!” “Giusto, da quando batte il cuore allora si!”, rispondono tutte. Navigo silenziosamente su internet (il loro oracolo infallibile) e cerco quando inizia a battere il cuore di un feto…(loro non ne hanno idea) Incredibile! Rimangono sbigottite nel sapere che dopo pochi giorni dal concepimento il cuore già batte. Cala il silenzio in aula. “In effetti è già un essere vivente anche se non è nato e in effetti dovrebbe vivere”, lo dice la ragazza cinese, quella georgiana, quella rumena, ma anche la ragazza con i rasta e l’altra con i capelli blu….
Chiedo quindi infine se concordano nel ritenere che un individuo possa essere ritenuto tale appena subito dopo il concepimento. “Già, un bel problema”, dice una ragazza, “Sì” risponde l’altra pensierosa…
Suona la campana, è finita l’ora, le ragazze sono silenziose e rimuginano sui loro pensieri ma mi ringraziano perché è stata un’ora molto interessante. Io aspetto la lezione successiva per riprendere l’argomento e osservare ancora una volta come la legge naturale sia più potente dell’ideologia, come la logica venga accettata e compresa più facilmente da delle ragazze di 14 anni rispetto ad adulti ed intellettuali. Ringrazio di avere avuto l’opportunità di svolgere un’ora che vale più di tutta la mattina di spiegazione di storia dell’arte, un bell’inizio di giornata!
Sabato, 7 marzo 2026
