L’autore offre una panoramica completa dei monasteri del Vecchio Continente che si dedicano ancora alla viticultura, non limitandosi ad elencare i vitigni e la produzione dei vini, ma raccontando anche la storia delle comunità di religiosi, la fede dei loro fondatori, il contributo dato alla formazione dell’Europa. Ne risulta un grande affresco che rivela quanto le abbazie siano state e siano tuttora colonne portanti dell’identità spirituale, culturale ed economica dei loro territori. Nel lungo capitolo introduttivo dedicato a San Benedetto da Norcia e alla sua Regola, Sergio Tazzer ricorda che la viticultura ha rischiato di scomparire a causa delle invasioni barbariche e sono stati proprio i monaci a salvare la produzione del vino, così centrale per la fede cristiana, essendo elemento necessario per la celebrazione del rito eucaristico. Non a caso, quando veniva fondato un nuovo monastero, si seminava il grano e si piantava una vigna. Nell’itinerario di abbazia in abbazia, l’autore fornisce qualche dettaglio sulla produzione enologica ma soprattutto racconta come i monaci abbiano contribuito al rilancio agricolo ed economico dei loro territori, traccia biografie di grandi santi, evidenzia il ruolo liturgico, culturale e anche musicale di quelle comunità, descrive le bellezze architettoniche ed artistiche degli edifici religiosi.
Purtroppo, il monachesimo ha anche dovuto affrontare tante difficoltà e persecuzioni e l’autore racconta con precisione storica quanto è accaduto. In Serbia nel Medioevo “la classe dirigente costruiva monasteri invece di castelli […] simboli della resistenza nazionale alla dominazione turca”. A partire dal Settecento le abbazie sono duramente colpite dai venti ideologici che soffiano sull’Europa: il Giuseppinismo sopprime molti ordini religiosi, ma sarà la Rivoluzione Francese a sferrare i colpi più duri con la Costituzione civile del clero. “Centinaia di abbazie, monasteri e conventi sparirono con i loro fondi agricoli e passarono in mani private”. Se è storicamente provato che la celeberrima produzione vinicola francese deve tutto al monachesimo, ad oggi sono solo quattro le abbazie dove ancora si fa il vino: i privati hanno messo le mani sulle proprietà ecclesiastiche, cancellando un patrimonio religioso e culturale di inestimabile valore. Ricordiamo che i monaci utilizzavano il ricavato della produzione di vino per il proprio sostentamento, per assistere i poveri, curare i malati e ospitare i pellegrini. L’Abbazia di Praglia, in provincia di Padova, definita da Tazzer “abbazia dei libri e dei vini”, viene soppressa da Napoleone nel 1810, poi è riaperta dagli Asburgo ma subisce una nuova chiusura da parte del Regno d’Italia nel 1867. I monaci si rifugiano nel monastero di Dalia, in Istria, da dove poi i monaci saranno costretti a fuggire nel 1947 a causa dell’occupazione jugoslava: nei Balcani le abbazie, che già per secoli avevano subito rovesci di fortuna a causa degli Ottomani, sono state espropriate dal regime di Tito. L’abbazia di Göttweig, nella Bassa Austria, durante la Seconda Guerra mondiale diventa una caserma dell’Armata Rossa. Anche in Spagna gli ordini religiosi non hanno avuto vita facile: nell’Ottocento vengono messi sul mercato molti edifici ecclesiastici, la vita monastica ne subisce un duro colpo e quel poco che si cercherà di ricostruire verrà definitivamente espropriato dalla legge del 1933. Abbazie e monasteri avranno modo di riprendersi solo dopo la fine della guerra civile.
Questo viaggio alla ricerca della produzione dei vini monastici diventa così occasione per conoscere la storia del monachesimo, per avere un quadro del suo splendore e purtroppo anche dell’odio scatenato contro le abbazie da parte dei nemici della Chiesa.
Libro consigliato a chi vuole approfondire la conoscenza del ruolo dei monasteri nella costruzione dell’Europa.
Categoria: Storia
Autore: Sergio Tazzer
Pagine: 224 pp
Prezzo: € 20,00
Anno: 2024
Editore: Ed. Kellerman
Città: Vittorio Veneto (TV)
ISBN: 9788867671373
