Un “Dizionario del Pensiero Forte”

Alleanza Cattolica 6 anni fa
Prima pagina  /  Dizionario del Pensiero Forte  /  D  /  Un “Dizionario del Pensiero Forte”

di Giovanni Cantoni

 

Si dice: sono finite le ideologie. Non piango certamente la fine delle ideologie, ma si tratta di una fine ambigua: infatti, dopo oltre due secoli di dominio più o meno incontrastato, con ogni evidenza quei complessi interpretativi del reale naturale e storico detti ideologie – caratterizzati dall’assunzione della parte per il tutto, orientati più all’utopia che alla realtà, funzionali piuttosto al potere che alla verità – hanno perduto presa su gruppi sociali rilevanti; hanno però mantenuto la loro presa sui singoli, nei quali contendono ancora con le idee, che, in quanto concetti con un valore totalmente oggettivo circa il contenuto e parzialmente soggettivo quanto alla forma, non sono finite e non possono finire. Si dice pure: si legge sempre meno. Lamento la riduzione nella pratica della lettura, non certo per quanto rivela di attenzione alla vita di relazione e all’oralità, ma perché tale riduzione è all’origine di un deficit di tradizione e di riflessione, di una carenza di trasmissione e di valutazione, cioè di un giudizio scarsamente meditato, soprattutto, anche se non esclusivamente, nelle nuove generazioni. Si dice anche: trionfa il pensiero debole. A questo proposito non mi limito più a piangere e a lamentare, ma grido. Grido perché la formula “pensiero debole” è per certo felice e tanto pericolosa quanto avvelenata. Infatti, sembra descrivere un soggetto indifeso, una vittima dell’altrui prevaricazione – nel caso, del “pensiero forte” -, ma così non è dal momento che pensiero debole è quello “[…] che afferma l’impossibilità di enunciare verità assolute, proponendo viceversa un’interpretazione consapevolmente parziale e provvisoria della realtà, soggetta a continua revisione critica”, come suggerisce il Gabrielli; e il Devoto-Oli descrive il pensiero debole come “conscio dei propri limiti, una volta constatato il crollo delle “certezze” metafisiche e proclamata vana la ricerca della “verità””. Dunque, sembra il trionfo dell’umiltà, del senso del limite, ma – ripeto – il veleno è abbondante. Infatti, non nego certamente che la presunzione di verità produca totalitarismi culturali – e politici – evidenti; ma, altrettanto certamente, la falsa umiltà metafisica genera relativismo etico, quindi totalitarismo subdolo, perché – per esempio in politica – abbandona le scelte fondamentali della vita sociale a un criterio quantitativo, quello maggioritario, e fa coincidere il campo di quanto socialmente accettato con l’area di quanto è negoziabile. Contro, che fare? Contro, proporre il pensiero forte, “[…] che – secondo il Gabrielli – ammette certezze assolute, da cui discende la possibilità di indagare e conoscere la realtà”; un pensiero – al dire del Devoto-Oli – “fondato su metafisiche certezze, convinto che la verità esiste e che la si può conquistare”. Da queste premesse – fra altre – nasce un’iniziativa, un Dizionario del Pensiero Forte, cioè una serie di schede che compariranno con cadenza settimanale a partire da oggi [16 febbraio 1996], in cui princìpi e idee, movimenti e istituzioni, uomini e fatti vengono proposti e descritti ad usum delphini. “A uso di chi?”. Sì, avete letto bene: a uso del «futuro sovrano», nel caso, del «cittadino sovrano», affinché la sua sovranità non solo sia sempre meno futura, ma divenga sempre più consapevole, quindi si traduca in giudizi e in fatti – di cui le schede si vogliono semplicemente strumenti e non preconfezione – e non si limiti a essere un’astratta quando non derisoria attribuzione costituzionale. Dunque, in altra formulazione, si tratta di un’iniziativa intesa a promuovere una “cultura per la politica”, attraverso la strumentazione costituita da un dizionario enciclopedico che fa riferimento al «senso comune», l’insieme organico delle certezze di fatto e di principio che sono comuni a ogni uomo, fra le quali la legge naturale, e costituiscono la base del pensiero forte, veramente umile perché realistico, premessa razionale all’atto di fede, quindi integrato esplicitamente, quando del caso, dal Magistero della Chiesa cattolica. L’iniziativa è a carico dell’IDIS, l’Istituto per la Dottrina e l’Informazione Sociale, che – nato da militanti di Alleanza Cattolica – si propone appunto di assistere quanti sono impegnati politicamente, quindi ogni cittadino, fornendo loro elementi formativi e informativi utili all’espletamento dell’impegno politico di ciascuno attraverso la collaborazione di esperti, a ciò qualificati ufficialmente oppure di fatto, italiani e stranieri, della cui serietà l’Istituto stesso si rende responsabile. Non resta che dare atto alla direzione del Secolo d’Italia della comprensione dell’iniziativa e per l’iniziativa, e della disponibilità e della collaborazione alla sua realizzazione. Nella speranza che pure chi non avesse ad apprezzare l’esito – “come si fa ad accontentare tutti?” – vorrà almeno valutare con altrettanta comprensione e con benevolenza l’intenzione di servizio e lo sforzo. Ricordando l’”ultimo grido” del pensiero debole: tacciare di populismo l’”attenzione all’altro”, la «solidarietà» e la “carità” in politica.


Per approfondire: ogni voce del Dizionario del Pensiero Forte comporterà l’indicazione di qualche lettura di approfondimento, con assoluta precedenza a opere in lingua italiana, possibilmente fornite a loro volta di bibliografia; non verranno metodicamente segnalate le voci di enciclopedie, se non per il loro valore come studi; opere in lingue straniere verranno indicate solo quando siano completamente assenti testi in italiano, in questo caso avendo attenzione esclusivamente alla loro utilità, non alla loro reperibilità.

Categorie:
  D, Dizionario del Pensiero Forte
Autore

 Alleanza Cattolica

  (1403 Articoli)