In memoriam
Stefano Nitoglia, Cristianità n. 437 (2026)
Il 17 gennaio 2026, festa di sant’Antonio Abate, la cui devozione è profondamente radicata in Abruzzo, munito dei conforti religiosi, è spirato a L’Aquila, città dove era nato il 10 maggio 1961 e dove ha sempre vissuto, Raimondo Dionisio, militante di Alleanza Cattolica.
Ha frequentato il Liceo Linguistico sperimentale nella città d’origine, si è laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito il baccalaureato presso l’Istituto di Scienze Religiose Fides et Ratio de L’Aquila il 15 settembre 2010.
Dal 1985, fino a quando si è ammalato, ha lavorato presso la prefettura della sua città in qualità di funzionario addetto al Gabinetto del Prefetto. Nel 1991 ha sposato Anna Maria Tacconelli, alla quale è rimasto legato da profondo amore e dalla quale ha avuto una figlia, Francesca. è stato ordinato diacono permanente il 10 agosto 2001 e ha svolto attività pastorale presso diverse parrocchie della diocesi aquilana. Nel 2013 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere Ufficiale della Repubblica.
Ho conosciuto Raimondo nel 1976, quando aveva appena quindici anni — e io otto di più — nel periodo in cui facevo la spola fra Roma, dove vivevo e studiavo, e l’Abruzzo, regione di origine della mia famiglia. Non ricordo se lo incontrai dietro richiesta del fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni (1938-2020), al quale Raimondo si era rivolto, o perché contattato da lui. Ebbi subito l’impressione di un ragazzo molto intelligente, curioso intellettualmente e molto buono: «una pasta d’uomo». Da allora è nata una solida e profonda amicizia, perpetuatasi fino alla sua morte.
Quello che mi impressionò quando, nel 2020, mi diede notizia della sua malattia, trascinatasi in un calvario durato circa sei anni, sono stati il coraggio e la forza con cui l’ha affrontata. Mi colpì perché il suo era un carattere mite e quasi timido e mai avrei pensato che avrebbe reagito con tale energia, sopportandola cristianamente e lottando come un leone; frutto evidente dell’azione della grazia, dono, appunto, gratuito, di Dio, che perfeziona la natura. Nelle telefonate intercorse con lui durante il periodo della malattia non ho mai ascoltato un lamento: percepivo solo una serenità e una forza soprannaturali.
Militante di Alleanza Cattolica, con una vocazione più religiosa che politica, ne ha diffuso la rivista Cristianità e le pubblicazioni nella sua città, organizzando anche diverse conferenze, l’ultima delle quali nel mese di settembre del 2025. È stato delegato regionale dell’Associazione al Forum delle Associazioni Familiari d’Abruzzo.
Ai suoi funerali, concelebrati dal vescovo de L’Aquila mons. Antonio D’Angelo e da diversi sacerdoti il 19 gennaio 2026 nella basilica di San Bernardino, ha partecipato una numerosissima folla.
Ricordo di Guido Verna
Negli anni lontani in cui mio figlio Mario cominciò gli studi universitari nella facoltà di ingegneria de L’Aquila, in una città a lui sconosciuta e lontano dalla sua famiglia, trovò in Raimondo un amico fedele, un sostegno, un aiuto in quel nuovo capitolo della sua esistenza. Si frequentarono, condivisero idee in una visione del mondo comune della vita e del mondo. Raimondo organizzò una conferenza sull’esperienza libanese di giovani militanti di Alleanza Cattolica che, nell’agosto del 1990, avevano trascorso una decina di giorni in questo Paese in guerra, in una trasferta cui aveva partecipato anche mio figlio.
Non ci siamo incontrati spesso ma eravamo in sintonia attraverso i social media e la comune amicizia con Bruto Maria Bruti (1954-2010), militante marchigiano anch’egli precocemente scomparso. Fu Raimondo a spingermi a organizzare riunioni associative, cui spesso partecipava, a casa di Bruto, a Pedaso, in provincia di Fermo, nelle Marche, accolto dalla moglie, Laura, e dai figli di Bruto. Poi mi è giunto il suo gradito invito per una conferenza sulla Divina Misericordia nella chiesetta — divenuta santuario dedicata a san Giovanni Paolo II (1978-2005) — di San Pietro della Ienca, vicino ad Assergi, ai piedi del Gran Sasso, dove il Papa amava fermarsi a pregare, quando in forma riservata si recava sulle belle montagne d’Abruzzo: un luogo del silenzio, lontano da tutto, che anche Raimondo amava. La conferenza si svolse all’aperto, poiché la chiesa è piccolissima, il 7 luglio 2019. Sotto le vette maestose, vi fu anche un rinfresco che coronò quel pomeriggio, denso di emozioni e spiritualità.
Ricordi indelebili, che ci fanno rivivere, con Raimondo, momenti di grande commozione e riconoscenza nei confronti di un uomo buono, mite, profondamente religioso, che ha saputo impreziosire l’umanità.
