L’antitesi perfetta della Rivoluzione.

Gli scritti sul Carlismo della «Civiltà Cattolica» (1873-1875)
Maurizio Brunetti 5 mesi fa
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«L’antitesi perfetta della Rivoluzione» è il modo in cui il padre gesuita Raffaele Ballerini (1830-1907), dalle pagine de La Civiltà Cattolica, definì Carlo Maria di Borbone e d’Austria-Este (1848-1909), pretendente al trono di Spagna con il nome di Carlo VII ai tempi della cosiddetta terza guerra carlista (1872-1876). Infatti, se da una parte «[…] la Rivoluzione nega i diritti di Dio, della Patria e del Re e, colla forza e coll’inganno, tenta di sbandirli dalla terra[,] Carlo, opponendo la forza alla forza e la verità cattolica alla menzogna settaria, intende di restituire a Dio i suoi diritti, alla Patria il suo riposo, al Re la sua maestà. Egli vuole abbattere in Ispagna la torre babelica della massoneria e surrogarvi quell’ordinamento cristiano, che fu per lunghi secoli pietra angolare delle sue grandezze e radice di una prospettiva senza pari» (p. 77).

Non è questa la sede per ricostruire la genesi della disputa dinastica che diede origini alle guerre civili spagnole del secolo XIX. Quel che è certo che da quella disputa nacque il carlismo, un movimento politico-culturale caratterizzato da una visione del mondo “antagonista” in senso contro-rivoluzionario e destinato a influenzare anche il secolo XX. Come spiega il curatore del volume, la Spagna, fra il 1833 e il 1876, vide la contrapposizione di due concezioni del mondo inconciliabili: «Da un lato quella liberale, incarnata nei seguaci di Isabella (o isabellini), fautori di una monarchia accentratrice, erede di quella assoluta, costituzionale, sostanzialmente indifferentista in religione» quando non apertamente ostile – aggiungo io –, «dall’altro la visione del mondo tradizionale, incarnata nei […] Carlisti, fautori di una monarchia organica, profondamente cattolica, rispettosa dei diritti locali (fueros)» (p. 5).

L’interesse del volume – il secondo della Collana di Studi Carlisti inaugurata dalla riedizione del fondamentale Il Carlismo di Francisco Elias de Tejada (1917-1978), Francisco Puy Muñoz e Rafael Gambra Ciudad (1920-2004) – sta anche nel fatto che il lettore potrà apprezzare il «tono» molto poco clericale e buonista che ha caratterizzato La Civiltà Cattolica nei primi cento anni dalla sua fondazione. La rivista quindicinale di cultura dei gesuiti italiani, fondata a Napoli il 6 aprile 1850, su iniziativa di padre Carlo Maria Curci (1809-1891), coadiuvato dal filosofo del diritto Luigi Taparelli D’Azeglio (1793-1862), e dal cultore della filosofia tomista Matteo Liberatore (1810-1892) faceva tendenzialmente sua una lettura della storia propria della scuola cattolica contro-rivoluzionaria. Basti pensare che, sulla stessa rivista, padre Ballerini aveva già interpretato il fenomeno del brigantaggio meridionale post-unitario nella Penisola italica come la legittima resistenza di un popolo a una conquista non solo territoriale, ma soprattutto ideologica e, nello stesso articolo sopra citato, denunciava l’«impostura del parlamentarismo» definita come «la tirannide legale dei pochi sopra tutti» (p. 85). Il padre si augurava infatti che, in un futuro assetto istituzionale, il re fosse piuttosto assistito, «[…] dai veri rappresentanti del popolo, che formino Camere consultive in politica [e] legislative in amministrazione» (p. 86).

Consigliabile ai cultori di storia e di politica, e anche a chiunque voglia conoscere gli eventi che hanno remotamente preparato la cruzada (1936-1939)

Categoria:Saggio


Autore:a cura di Gianandrea de Antonellis


Pagine: 112 pp


Prezzo: € 10,00


Anno: 2019


Editore:Solfanelli (Chieti)


ISBN: 978-8833051277


Libreria San Giorgio

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Autore

 Maurizio Brunetti

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Maurizio Brunetti è professore aggregato di Geometria e Algebra presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università di Napoli «Federico II». Ha conseguito il Master of Science e il Ph.D. in Matematica presso l’università di Warwick (Regno Unito), come anche il Dottorato di Ricerca in Italia. La sua attività di ricerca si svolge prevalentemente nella topologia algebrica e, più di recente, nella teoria spettrale dei grafi. Sono oggetto dei suoi studi para-accademici le questioni epistemologiche relative alla storia della scienza, l’evoluzione della musica classica occcidentale – in particolare del Novecento – e il conservatorismo anglosassone. Suoi articoli, interviste, recensioni e traduzioni sono apparsi sulle riviste Cristianità, Cultura & Identità, Storia Libera, Veritatis Diaconia e Il Corriere del Sud. Per la D’Ettoris Editori ha curato l’edizione italiana dei seguenti volumi: Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti d’America di Thomas J. Woods Jr. (2011), Lo spirito del Natale di Gilbert K. Chesterton (2013), La genesi della scienza di James Hannam (2015), Hobbit Party di Jonathan Witt e J. W. Richards (2016) e Campioni del Rosario. Eroi e storia di un’arma spirituale di Donald H. Calloway (2018). Milita in Alleanza Cattolica sin dai tempi del liceo.