Riflessioni sulla Manifestazione per la vita del 13 giugno scorso, sul Capitolo nazionale e sull’ingresso in AC, proprio in quella occasione, di un nuovo militante
di Aurelio Carloni
La situazione è quella che è. E lo è da molto tempo, con un peggioramento continuo e apparentemente inarrestabile. La melma che come occidentali – e non solo – arriva fino alle nostre narici ci costringe a cercare alberi su cui arrampicarci per non affogare nel buio del nulla dilagante nelle comunità, nelle famiglie e talvolta, purtroppo, nella stessa Chiesa.
La lettura dei quotidiani e la visione dei tg offrono un’orrida e impudica rappresentazione dello stato della società. Leggi a favore dell’eutanasia, dell’uso delle droghe, dell’aborto sempre più facile. E poi vecchi abbandonati dai figli nelle residenze tenute da ordini religiosi o organizzazioni no profit per poveri, pedopornografia, social media usati scientificamente per diffondere una cultura contro Dio e contro l’uomo. E ancora omicidi e stupri, descritti senza carità alcuna per le vittime e i loro famigliari da conduttori tv assetati di audience. Un mondo triste, devastato dalla bruttezza del vivere inseguendo il denaro per il denaro, il successo, il ventre piatto e, a costi elevatissimi, il viso senza rughe anche a ottanta anni. Un mondo che non sembra conoscere e riconoscere la bellezza del creato e del bene.
Che fare? Lasciarsi andare alla disperazione, buttarsi in quella vorticosa lavatrice del pensiero che sembra ripulire, ma è solo un momento, la mente dall’angoscia? Lo fanno in tanti. Ma non è la strada giusta per salvarsi da una vita senza senso. Ce n’è un’altra di cui è stato testimone chi scrive: è quella dell’impegno per un mondo migliore. Quella incarnata nella Manifestazione per la vita di sabato 13 giugno, che in una calura canicolare si è snodata, accompagnata da canti, per le vie del centro della capitale con molte famiglie e tanti bambini. Famiglie reali – che hanno e combattono i problemi seri e meno seri di ogni famiglia –, piene di serenità e voglia di cambiare la mentalità e la vita della società. Un impegno generoso che punta alla conversione di sé stessi e del prossimo con pazienza, perseveranza e speranza. È la via scelta anche da un giovane amico di Alleanza Cattolica, sposato e padre di quattro figli, che domenica, nell’ambito del Capitolo nazionale riunitosi a Roma, ha fatto il suo ingresso in Alleanza Cattolica, pronunciando la propria offerta di «combattere per Cristo Re e Maria Regina fino alla morte».
No, nulla è perso. C’è, come visto, chi resiste pieno di vigore spirituale e di voglia di ricostruire una Cristianità ancora più bella di quelle splendenti sorte nella storia a Oriente e Occidente.
Giovedì, 18 giugno 2026
