CHIESA. ALLEANZA CATTOLICA. DIMISSIONI OLIMPIA TARZIA E LEGGE FINE VITA. 12 GIUGNO 2026.
Le dimissioni di Olimpia Tarzia, dall’incarico di Responsabile nazionale del Dipartimento Bioetica e Diritti umani di Forza Italia (FI), rivelano una frattura oramai evidente sul terreno dei principi non negoziabili all’interno del partito. La scelta di Tarzia, maturata alla luce della posizione assunta da FI sul fine vita, richiama con forza una questione che non può essere elusa e su cui Alleanza Cattolica ha sempre avuto una posizione chiara: la difesa della vita umana non è materia negoziabile né può essere subordinata a logiche di opportunità politica. L’apertura al suicidio assistito, fino a ipotizzarne l’erogazione attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, segna un allontanamento netto dalla tradizione culturale e politica che ha caratterizzato FI sin dalle sue origini. Da questo punto di vista, è opportuno ricordare come Silvio Berlusconi abbia incarnato con chiarezza una posizione inequivocabile in difesa della vita, anche nei momenti più controversi e difficili, come nel caso di Eluana Englaro, e volle fortemente la legge sulle cure palliative. Berlusconi considerava i valori dell’umanesimo cristiano parte integrante della visione dell’uomo e della società di FI, e li indicava come fondamento di battaglie di civiltà condotte nel rispetto della libertà di coscienza di ciascuno. Ancora nel 2022, Berlusconi ribadiva come FI avesse sempre votato contro unioni civili e biotestamento.
Alleanza Cattolica ribadisce con forza che la difesa della vita resta il fondamento di ogni autentica politica orientata al bene comune. Su questo terreno non sono ammissibili ambiguità né compromessi. Ciò che è in gioco, infatti, non è una mera questione tecnica né di un semplice adeguamento normativo. Si tratta di una scelta di campo su principi non negoziabili, perché una legge che normalizzi il suicidio assistito trasformerebbe lo Stato da garante della vita a soggetto dispensatore di morte.
Roma, 12 giugno 2026
