In memoriam
Vincenzo Pitotti, Cristianità n. 437 (2026)
Il 27 gennaio 2026, dopo una lunga malattia affrontata con cristiana pazienza, ha concluso la sua esistenza terrena Giancarlo Bacile di Castiglione, militante di Alleanza Cattolica di lunga data. Nato a Lecce il 1° giugno 1952 dalla baronessa Renata Basalù (1921-1996) e dal barone Fabio (1912-1999), Giancarlo era il quarto di sei fratelli discendenti da una nobile famiglia originaria delle Marche, che ha contribuito non poco allo sviluppo economico e culturale del Salento. Fra gli avi dell’aristocratica famiglia sono ancora oggi ricordati il barone Filippo (1827-1911), al quale è stata dedicata anche una via a Lecce, e il vescovo di Castro-Leuca, mons. Gaetano Bacile di Castiglione (1844-1931). Filippo, notabile di un piccolo comune del Salento, Spongano, fu imprenditore agricolo ma anche uomo di cultura poliedrico; fra le molte iniziative promosse in prima persona per il bene comune si segnala la progettazione della linea ferroviaria che collegò i comuni di Maglie, Gagliano del Capo e Gallipoli verso la fine del secolo XIX.
Giancarlo ha compiuto i primi studi nel Collegio Gaetano Argento di Lecce, fondato e retto dai gesuiti, i quali avrebbero inciso profondamente nella sua formazione spirituale, nutrita anche dalla partecipazione periodica agli esercizi spirituali ignaziani. Successivamente, lasciati gli studi universitari, ha iniziato a lavorare e in seguito a dirigere lo stabilimento vinicolo del padre, rinomato produttore di vini, conosciuti e apprezzati in Italia e anche all’estero. Nel 1981 ha sposato Silvia Monosi, pediatra, con la quale ha avuto cinque figli. Giancarlo credeva fermamente nell’importanza e nella funzione sociale della famiglia ed è stato, fino all’ultimo giorno, marito esemplare e padre premuroso.
Cresciuto in una famiglia cattolica, di idee anticomuniste e conservatrici, Giancarlo ha conosciuto Alleanza Cattolica tramite Alfredo Mantovano, che aveva costituito la «croce» di Lecce pochi anni prima. Dell’Associazione ha condiviso fin da subito lo stile e le categorie culturali, iniziando a partecipare con vivo interesse alle iniziative organizzate in città. Negli anni successivi ha partecipato con determinazione e generosità alla vita dell’organismo di apostolato, distinguendosi per la sincera e costante carità verso tutti. Uomo di profonda umiltà, virtù fondamentale per il cristiano, ha curato i contatti con le famiglie della nobiltà leccese, prodigandosi per far conoscere Alleanza Cattolica al loro interno e promuovendo l’organizzazione di salotti culturali in cui venivano spesso presentate tematiche e libri cari all’associazione. Con particolare premura si occupava della diffusione e degli abbonamenti a Cristianità, come anche della vendita dei libri negli stand allestiti durante le iniziative pubbliche dell’Associazione.
Anche nelle situazioni che rendevano più difficoltoso l’apostolato associativo ha mantenuto un comportamento mite e collaborativo, tanto incarnando la terza beatitudine insegnata dal Signore Gesù: «Beati i miti, perché erediteranno la terra» (Mt 5,5). Giancarlo è stato un militante esemplare, sempre presente, fedele e generoso nel corso della sua vita associativa; un modello per tutti, ma in particolare per chi lo ha conosciuto. Siamo dunque grati al Signore per averci donato la sua splendida persona, ora nostro valido intercessore in Cielo.
