Il sacro passa anche attraverso piccoli gesti, che ritmano il tempo e richiamano a Dio
di Manilla Castaldo
Marzo è il mese di san Giuseppe per una scelta antica e profonda della Chiesa: la sua festa cade il 19 marzo, data tradizionalmente legata alla sua morte, e da quel giorno egli è onorato come sposo di Maria e padre putativo di Gesù. Nel tempo è diventato anche patrono della Chiesa universale e protettore dei padri di famiglia, così in molte parti d’Italia il 19 marzo è diventato anche la Festa del Papà, segnata da devozione, tavolate condivise e tradizioni popolari che ricordano la sua vicinanza ai poveri e ai bisognosi.
Davanti alla sua immagine, in molti santuari e parrocchie si trova un piccolo oggetto che richiama le campane della chiesa: la campanella. Nella liturgia, il suono della campanella durante la Messa richiama l’attenzione dei fedeli nei momenti più sacri, come quando il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. La campana, in generale, è da sempre segno di richiamo alla preghiera. Un segno di festa, di lutto, di attenzione verso Dio che è in mezzo al suo popolo.
Una bella e semplice devozione popolare legata a san Giuseppe è quella del biglietto sotto la campanella: si scrive una intenzione, una difficoltà, una speranza o una gratitudine, lo si piega e lo si depone accanto o sotto la campanella posta davanti alla sua immagine. Questo gesto è come una piccola supplica in silenzio: si affida a lui, come padre premuroso, ciò che la voce non sempre riesce a dire. La campanella, in questo caso, simboleggia il suono della preghiera che sale verso il cielo, mentre la statua di san Giuseppe ricorda che la nostra richiesta passa attraverso la cura di un uomo giusto, discreto e fedele.
Così il mese di San Giuseppe, la campanella e la sua figura parlano insieme di fiducia, protezione e silenziosa intercessione. Sono un invito a presentare a Dio, con il cuore di un figlio, le gioie e le fatiche della vita quotidiana, affidandole a quel Giuseppe che, come recita la preghiera a lui dedicata, custodì la Famiglia santa e oggi continua a proteggere chi ricorre al suo patrocinio.
Mercoledì, 4 marzo 2026
