Con sorpresa di tutti, nella tarda serata del 21 gennaio i senatori francesi, con 144 voti contrari e 123 favorevoli, hanno respinto l’articolo 4 del disegno di legge sulla morte assistita, che avrebbe legalizzato l’eutanasia e il suicidio assistito
di Antonio Mondelli
Il mondo pro life plaude e prova ad intestarsi la vittoria ma la situazione è più complessa ed è figlia della confusione che regna sovrana nel mondo politico francese che sempre più dà l’impressione di somigliare ad una maionese impazzita.
Il voto del 21 gennaio trova la sua motivazione nella decisione della Commissione senatoriale Affari Sociali di modificare l’articolo 4 della legge che definisce i criteri di accesso al suicidio assistito limitando lo stesso ai solo malati terminali. Tutto ciò al fine di ampliare l’ambito del consenso politico sulla legge. In realtà tali modifiche hanno finito per scontentare tutti: da un lato i senatori sostenitori dell’eutanasia hanno gridato allo scandalo perché in tal modo si svuotava di significato la legge e dall’altro i contrari che hanno visto tali modifiche una sorta di compromesso al ribasso.
E così il disegno di legge ha raccolto solo 123 voti favorevoli, in gran parte Repubblicani e Centristi (93), mentre dei 144 senatori che con il loro voto hanno affossato in Senato il disegno di legge ben 62 sono socialisti e solo 53 rappresentanti del Centro Destra.
Parlare dunque di vittoria del mondo pro life risulta forse eccessivo; in realtà si potrebbe piuttosto dire che a mettere fuori gioco il disegno di legge sul fine vita al senato è stato “il fuoco amico”.
E ancora una volta gli esponenti dei partiti di centro destra francese hanno dimostrato la loro incapacità a fare squadra, la loro litigiosità e la completa mancanza di visione prospettica.
Infatti la mancata approvazione delle modifiche all’art.4 introdotte dalla Commissione Affari Sociali del Senato farà sì che il 16 febbraio, quando il disegno di legge tornerà, per la seconda lettura, all’Assemblea Nazionale, i deputati si troveranno a votare il testo fortemente eutanasico che nella primavera del 2025 avevano già votato a larga maggioranza.
Non resta che sperare che il vecchio detto “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” si dimostri ancora una volta veritiero e che la litigiosità dei politici d’oltralpe faccia il resto.
Domenica, 25 gennaio 2026
