Catechismo: la celebrazione del mistero cristiano

La liturgia è il culto pubblico che la Chiesa rende a Dio, la via principale con cui la salvezza attraverso i sacramenti raggiunge i cristiani in attesa del definitivo ingresso nella patria beata. Lo spiega la seconda parte del Catechismo
Daniele Fazio 1 mese fa
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di Daniele Fazio

Quanto compiuto da Gesù Cristo non è una mera memoria, ma la sua opera di salvezza è ogni giorno alla nostra portata tramite la liturgia della Chiesa. Il mistero della fede, conosciuto attraverso il Credo, viene così celebrato e giunge a cambiare il cuore dell’uomo tramite specifici interventi della grazia.

La seconda parte del Catechismo della Chiesa Cattolica si occupa di spiegare come la salvezza di Dio compiuta una volta per tutte grazie all’incarnazione, alla predicazione, alla passione, alla morte, alla resurrezione e al dono dello Spirito Santo da parte del Figlio di Dio è resa presente, attuale e operante nelle azioni sacre che la Chiesa compie e quindi in maniera insostituibile nei sacramenti.

Ma chi è l’autore primo della liturgia? È la Santissima Trinità. Senza infatti il volere e l’intervento delle tre Persone divine gli uomini non potrebbero trasmettere tramite riti, in cui vi è anche l’apporto delle varie culture, la salvezza operata dal Salvatore all’uomo di ogni tempo. È importante, dunque, comprendere – come il Catechismo ci permette di fare nella prima sezione della seconda parte (CCC nn. 1066-1209) – l’economia sacramentale per poi approfondire ogni singolo sacramento.

Va tenuto presente il profondo mistero che unisce la Chiesa del cielo con quella della terra ed è proprio nella liturgia che avviene in maniera mistica il loro incontro, in quanto nella liturgia celebrata sulla terra si anticipa il modo perfetto di rendere lode a Dio che già gli angeli e i santi vivono. Nel nostro pellegrinaggio terreno ci sono di aiuto segni e simboli che ci permettono di entrare a pieno nella totalità della liturgia. Essi corrispondono a significati antropologici, biblici, cristologici e liturgici e si concretizzano in parole, azioni, canti ed immagini sacre. La lex orandi deve dunque combaciare sempre con la lex credendi.

È importante anche inserirsi nel tempo della liturgia, scandito dall’anno liturgico che attraverso le sue varie fasi fa ripercorrere all’uomo l’itinerario di salvezza compiuto da Cristo stesso, dall’attesa della sua venuta nel mondo, al dono dello Spirito Santo e quindi al mandato missionario. Naturalmente al centro dell’anno liturgico si staglia il triduo pasquale in cui si sottolinea particolarmente il mistero della nostra salvezza. Ma tale mistero ci raggiunge in ogni celebrazione eucaristica, in quanto viene riattualizzato il sacrificio della croce. Anche le varie ore della giornata entrano nella dinamica della lode al Signore, attraverso la Liturgia delle Ore, che può essere pregata non solo dai ministri consacrati, ma anche da tutti i battezzati.

La liturgia ha, altresì, dei luoghi fisici che si trasfigurano in una simbologia pregnante in cui, ad esempio, l’edificio della Chiesa in quanto luogo di culto è rimando al corpo di Cristo e quindi all’insieme della comunità con a capo Cristo stesso, resa presente nel popolo e nel sacerdote.

Nella seconda sezione (CCC nn. 1210-1690) si trova la spiegazione dei singoli sacramenti, che sono interventi speciali della grazia divina che toccano le tappe e i momenti più significativi della vita del cristiano. Essi sono sette. E la trattazione che ne fa il Catechismo è così suddivisa: i sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Confermazione, Eucaristia), i sacramenti della guarigione (Penitenza e Unzione degli infermi) e i sacramenti al servizio della comunione e della missione (Ordine e Matrimonio).

A conclusione di questa parte il Catechismo sottolinea ulteriori tre momenti che modulano la vita cristiana. Il primo riguarda l’importanza dei sacramentali, segni sacri, attraverso cui – per la preghiera della Chiesa – si ottengono effetti spirituali e vengono santificate le varie circostanze della vita. Rientrano nei sacramentali anche le benedizioni e gli esorcismi. Il secondo aspetto riguarda la religiosità popolare che – sotto il discernimento della Chiesa – si configura come un vero e proprio prolungamento della vita liturgica. Infine, il terzo aspetto è inerente alla celebrazione delle esequie con cui la Chiesa affida a Dio i suoi figli che passano all’eternità, implorando per loro l’ammissione alla liturgia celeste.

Giovedì, 11 giugno 2020

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 Daniele Fazio

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Daniele Fazio è nato a Sant'Agata di Militello (Messina) nel 1983. Dopo gli studi classici, ha conseguito la laurea di primo livello in filosofia con una tesi su "Verità e Persona nel pensiero filosofico di Karol Wojtyla". Ha poi conseguito la laurea specialistica in Filosofia contemporanea con una tesi su "Ontologia ed etica della Persona. Prospettive contemporanee". Entrambe le tesi sono state discusse presso l'Ateneo di Messina con la professoressa Paola Ricci Sindoni, ordinario di Filosofia morale. Dal 2009 al 2012 è stato borsista del Centro Universitario Cattolico, con progetto Robert Spaemann: cristianesimo e filosofia nella modernità. Dottore di ricerca in Metodologie della Filosofia (2015) ha curato una ricerca sul pensiero di Étienne Gilson. E' cultore della materia presso la Cattedra di Filosofia morale del Dipartimento Civiltà Antiche e Moderne di Messina, con cui regolarmente collabora sin dal 2009. Ha frequentato i corsi del Tirocinio Formativo Attivo per l’abilitazione all’insegnamento negli Istituti di Istruzione Secondaria per la classe ex A037 – Filosofia e Storia. Militante di Alleanza Cattolica, tra le sue pubblicazioni, oltre agli articoli su riviste scientifiche, sono da rilevare la monografia Étienne Gilson. Metafisica dell’actus essendi e modernità, ed. Orthotes, Napoli 2018 e il saggio Eric Voegelin, un maitre à penser del Novecento in E. Voegelin, Politica, storia e filosofia, a cura di Oscar Sanguinetti, D’Ettoris Editori, Crotone 2018. Facebook - Instangram - Europa Mediterraneo