La Difesa è un dovere necessario. Le parole del ministro Crosetto che non dovremmo dimenticare di Marco Invernizzi Io non credo che il Vangelo sia contrario al buon senso, anzi, mi sembra la sua sublimazione. La perfezione del dono di sé, che contempliamo nella vita e nel sacrificio di Gesù, non è contraria alla vita ordinaria di un militare come il centurione, che poi si … [Leggi di più...] info“Si fa presto a dire pace”
In evidenza
Dalla Svezia una sveglia per i cattolici in politica
Un documento della Commissione Justitia et Pax della diocesi di Stoccolma richiama i principi fondamentali per l’azione dei cattolici in politica in previsione delle prossime elezioni del 13 settembre. Il tenore del documento è meritevole di travalicare i confini nordici. Ricorda, tra l’altro, per contenuto e stile la Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno … [Leggi di più...] infoDalla Svezia una sveglia per i cattolici in politica
Trump e la “questione cattolica”
Nonostante il delirio trumpiano non lasciamo morire quanto costruito nell’ultimo mezzo secolo di Marco Invernizzi Accadono tante cose, troppe perché possano essere seguite e analizzate tutte come meriterebbero. Oggi vorrei riflettere con voi sulle “uscite” trumpiane, quasi sempre sopra le righe, ma senza dimenticare le verità nascoste dietro tante esternazioni sbagliate e … [Leggi di più...] infoTrump e la “questione cattolica”
La speranza torna a soffiare sul Libano
La testimonianza molto forte di un libanese sciita, che rifiuta la retorica di Hezbollah e invita, anzi, a guardare alla nuova fraternità che si sta creando tra i libanesi della diaspora. Una fraternità che parla di pacificazione tra le varie comunità religiose del Libano e che desidera la pace anche con Israele, con il quale riconosce di condividere l’umanità e un … [Leggi di più...] infoLa speranza torna a soffiare sul Libano
Elezioni ungheresi: una rivoluzione o un cambiamento molto cauto?
In Ungheria non ha affatto vinto l’europeismo “progressista”: la sinistra rimane fuori dal parlamento. A vincere è stato un collaboratore stretto di Viktor Orban che, su molte cose, la pensa esattamente come il partito Fidesz. Vuole però prendere una posizione maggiormente atlantica e ricostruire un buon rapporto con le istituzioni UE, principalmente per motivi economici. A … [Leggi di più...] infoElezioni ungheresi: una rivoluzione o un cambiamento molto cauto?





